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giovedì 26 maggio 2016

Attualità lunedì 15 febbraio 2016 ore 18:51

"Le dichiarazioni di Rossi risultano paradossali"

Minoranza sindacale Camping Cig non digerisce le dichiarazioni del presidente Enrico Rossi sugli sviluppi Aferpi e replicano punto per punto

PIOMBINO — "Con l’arrivo di Rebrab da luglio ci sono 1200 persone che lavorano con busta paga normale. È di venerdì scorso, poi, la notizia di un accordo sindacale per l’assorbimento di altre 203 persone in fabbrica. Certo ne restano fuori ancora 650, ma un po’ alla volta credo che verranno recuperate entro novembre".

Questa la dichiarazione del presidente Enrico Rossi all'inviata a Bruxelles del quotidiano Il Tirreno, una dichiarazione che non ha convinto Minoranza sindacale - Camping Cig.

"Le dichiarazioni di Rossi risultano paradossali per i lavoratori, - commenta Minoranza sindacale Camping Cig - perché in contraddizione palese con quello che gli stessi lavoratori vivono tutti i giorni. Nelle assemblee ci viene comunicato dai sindacati che fra tre mesi non ci sono nemmeno i soldi per pagare gli stipendi e Rossi commenta che, tutto sommato, le cose stanno procedendo nella direzione giusta". 

Le preoccupazioni aumento anche di fronte alle affermazioni che vedrebbero la Regione ancora al lavoro per fornire 30 milioni di euro a Cevital per la costruzione del forno elettrico. 

E replicano duramente al presidente. "Prima di dire che i lavoratori hanno la busta paga normale deve sapere che i 1.200 lavoratori, per essere assunti in Aferpi hanno dovuto accettare un accordo che ha tagliato fino al 30% il salario della loro busta paga e oggi lavorano in contratto di solidarietà, percependo il 70 % di quel salario già decurtato; - e continuano - prima di dire che sono stati riassorbiti 203 operai deve sapere che ad oggi i nostri rappresentanti sindacali ci dicono che non esistono accordi in tal senso, prima di dire che lo stabilimento lavora in pareggio evidentemente non ha saputo delle preoccupazioni espresse dai sindacati e comunicate ai lavoratori durante le assemblee sulla situazione finanziaria di Aferpi".

Una replica al veleno che richiama a rigore di cronaca le parole del presidente che il primo maggio del 2014 a Piombino disse che se avesse perso la battaglia piombinese per l'area a caldo si sarebbe fatto da parte.

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