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lunedì 10 dicembre 2018

Politica giovedì 12 luglio 2018 ore 15:34

Pianificazione unitaria? Le liste non ci credono

Il Pd durante la presentazione del documento

Le liste unite della Val di Cornia non credono alle intenzioni condivise dal Pd per una pianificazione unitaria del territorio. Ecco perché



PIOMBINO — "Il tempo è galantuomo, ma non per tutti a quanto pare", le liste civiche unite della Val di Cornia (Un'altra Piombino, Assemblea Sanvincenzina, Comune dei Cittadini e Assemblea Popolare) ce l'hanno con il documento presentato dal Pd e l'intenzione di una pianificazione sovracomunale.

"A dieci mesi dalla scadenza delle amministrazioni in carica, dopo aver lavorato per un decennio alla distruzione sistematica di ogni traccia di politica sovracomunale in ambito urbanistico e non solo, scopre l'importanza di un piano strutturale d'area. - hanno commentato in una nota - Il Pd si accorge oggi, nel 2018, che con una pianificazione estesa a tutto il territorio si possono correttamente inquadrare problemi complessi come la crisi industriale in atto e si possono prevedere strategie di rilancio dell'economia circondariale. E come mai - hanno aggiunto - dopo la chiusura del circondario nel 2010, le amministrazioni del Pd oggi folgorate sulla via di Damasco, non hanno mai creato l'Unione dei Comuni nonostante l’avessero promessa agli elettori nel 2009 e ripromessa nel 2014? Domande che non hanno mai ricevuto risposta. Certo che è urgente una pianificazione d'area, estesa a tutti i Comuni della Val di Cornia, compresi Suvereto e Sassetta, indipendentemente dal colore di chi li amministra. Una pianificazione aperta al confronto con le aree limitrofe delle Colline Metallifere, dell’Isola d’Elba e della bassa Val di Cecina. Lo sosteniamo da sempre". 

Insomma per le liste civiche unite non c'è alcuna nuova era, anzi al Pd recriminano le scelte effettuate in tutti questi anni: "continuano a scambiare il turismo col cemento a San Vincenzo, che a Piombino hanno vincolato l’intero Sin alle esigenze di un piano industriale privato (quello di Aferpi completamente fallito) rinunciando alla pianificazione pubblica di aree strategiche per la Val di Cornia e la Toscana, che a Campiglia hanno condannato alla marginalità la valorizzazione culturale e il turismo garantendo invece escavazioni illimitate nelle colline".

Secondo le liste prima il Pd ha distrutto le politiche sovracomunali per poi annunciare una pianificazione unitaria per la Val di Cornia. "Si può sempre cambiare verso, - hanno concluso - ma le troppe promesse non mantenute non si cancellano con gli annunci, ma con fatti concreti mai pervenuti".



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