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domenica 08 dicembre 2019

Attualità domenica 10 novembre 2019 ore 10:02

“Così la discarica raddoppia e il Nurv dice come”

Il Comitato Salute Pubblica solleva una serie di aspetti che non bloccheranno l’ampliamento della discarica e lo stop ai rifiuti da fuori



PIOMBINO — “A seguito della pronuncia positiva del Nurv sulla compatibilità ambientale relativamente al progetto da realizzarsi presso il polo industriale di Ischia di Crociano, desideriamo porre di nuovo l'attenzione di tutti su quanto viene scritto negli Aspetti Programmatici”, così il Comitato Salute Pubblica è nuovamente intervenuto sul parere espresso per la valutazione di impatto ambientale relativa all’ampliamento della discarica Rimateria a Piombino.

Due gli aspetti su cui viene osta la lente: la nuova discarica LI53 deve rispettare la distanza di 500 m. dal perimetro del Centro Abitato più prossimo alla discarica stessa; i volumi della nuova discarica e quelli previsti per il sormonto della ex Lucchini aperta potranno essere autorizzati in AIA in conformità agli atti in essere con l'Agenzia del Demanio e quindi con il solo conferimento dei rifiuti derivanti dallo smaltimento dei cumuli da attività siderurgiche.

“Quindi - hanno aggiunto in una nota - apprendiamo che la discarica raddoppia, basta allontanarsi dal Centro Abitato e che vi finiranno i rifiuti da attività siderurgica. Ma di quale attività siderurgica si parla, visto che non vi è nessuna attività siderurgica e che gli eventuali futuri forni elettrici produrranno piccole quantità di rifiuti? A cosa servono allora tutti quei volumi concessi? Ci viene spiegato dallo stesso Nurv: ‘Nel caso di modifica alla concessione con determinazione di uso diversa da quella attuale, dovrà essere presentata richiesta di modifica ai sensi dell'art. 56 della L.R. 10/2010 per la valutazione del caso’. - hanno spiegato riprendendo le parole contenute nel documento del Nurv - Quindi si prevede un uso diverso della discarica e si indica anche la strada da percorrere per ottenerlo. Ma se andiamo a guardare gli atti della concessione demaniale del 01/12/2016, troviamo ben specificato che il terreno dovrà essere destinato allo smaltimento dei cumuli ma anche a rifiuti speciali di ogni tipo e provenienza. Quindi è ipotizzabile che essendoci già il permesso demaniale, con la sopracitata richiesta di modifica, verrà a cadere anche il principio di prossimità per il conferimento dei rifiuti”.

Nella nota il Comitato ricorda le prescrizioni, già soggette a controllo da parte di Arpat: le acque sotterranee, i rumori, l’impatto odorigeno, l’impatto visivo. “Ci permettiamo di dubitare che tali prescrizioni e soprattutto le raccomandazioni siano efficaci deterrenti per chi è stato già diffidato in passato e che ha dato vita a un monte di rifiuti ben visibile anche a distanza”, hanno commentato.

A far sorgere ulteriori dubbi l’indicazione con cui le nuove volumetrie sarebbero destinate prioritariamente dedicate allo smaltimento dei rifiuti non pericolosi di bonifica del Sin e delle attività siderurgiche ma si aggiunge anche che “il gestore dovrà garantire prioritariamente lo smaltimento: dei rifiuti di derivazione urbana prodotti in regione Toscana provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani anche raccolti in maniera differenziata; dei rifiuti speciali provenienti dalle attività produttive del territorio regionale. Ecco quindi che la cortina fumogena della bonifica e dei rifiuti siderurgici si attenua e tutto diviene più chiaro, tanto più che la Regione qualche mese fa precisò che la discarica non è abilitata a ricevere scorie di acciaierie (Codici CER) e per concludere non c'è nessun impegno nell'Accordo di programma da parte di Rimateriadi ricevere i cumuli presenti”.

“A questo punto chiediamo se il presidente Pellati (presidente Rimateria) ha di qualcosa da dichiarare? Chiediamo quando verranno fatti i carotaggi? La fideiussione è stata rinnovata?”, quesiti a cui il comitato serve una risposta, sottolineando che il problema della discarica non può essere ridotto al solo problema cattivi odori.

“Purtroppo non solo di questo si tratta e ci stupiamo come all'attenzione del Nurv sia sfuggito la ricaduta economica sui posti di lavoro di altre attività a ridosso della discarica incompatibili con la presenza della discarica stessa e se tra le prescrizioni non fosse il caso di aggiungere quale sarà prioritariamente il numero accettabile di coloro che avranno danni alla salute a seguito di tali decisioni”, hanno concluso ricordando le parole del presidente Rossi. “Ora ci aspettiamo che il Presidente Rossi mantenga le promesse fatte ai cittadini della Val di Cornia. Ne va della credibilità sua e di tutta la Giunta”.



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