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lunedì 22 ottobre 2018

Attualità venerdì 21 settembre 2018 ore 18:28

Rimateria, Giuliani scrive al Comitato

Massimo Giuliani in Consiglio comunale (Foto di archivio)

Parla il sindaco Giuliani sul progetto Rimateria. C'è la possibilità di evitare l'arrivo di rifiuti speciali da fuori. Sul referendum? Firme da rifare



PIOMBINO — Sulla questione Rimateria è intervenuto il sindaco di Piombino Massimo Giuliani con una articolata nota per rispondere al Comitato Salute Pubblica e fare il punto della situazione. Una risposta attesa che arriva a poche ore dalla manifestazione di protesta annunciata per sabato mattina alle ore 10 in piazza Cappelletti (leggi qui sotto gli articoli correlati) e che pubblichiamo integralmente.

"Con la presente intendo rispondere alla civile lettera aperta di un gruppo di cittadini di Colmata apparsa recentemente sulla stampa locale. - ha esordito il sindaco - Il progetto di risanamento degli impianti di Rimateria è stato oggetto di discussione in più occasioni nelle riunioni del Consiglio comunale e, in merito alle preoccupazioni dei cittadini residenti nella zona ho incontrato una loro delegazione con la quale abbiamo stabilito un percorso condiviso.

A seguito di quanto concordato nell’incontro abbiamo posizionato la centralina Arpat per la rilevazione del livello di emissione di idrogeno solforato, quale causa principale di cattivi odori e richiesto più volte alla Procura della Repubblica l’autorizzazione per effettuare dei carotaggi in autocontrollo che tuttavia non è stata ad oggi autorizzati da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Tuttavia, nel frattempo, è andato avanti il progetto di risanamento finanziario, ambientale e di riqualificazione paesaggistica delle aree a servizio degli impianti sotto la stretta vigilanza delle Autorità di controllo che è stato valutato positivamente dall’Arpat per i profili ambientali e dalla Asl per i profili igienico sanitari.

A corollario di quanto sopra ed a conferma della bontà delle azioni svolte fin adesso, è giunto in questi giorni anche il dissequestro dell’impianto da parte dell’Autorità Giudiziaria; pertanto, ad oggi, risulta una situazione impiantistica a norma con le prescrizioni autorizzative e le norme ambientali.

Per quanto riguarda la vicenda legata alla richiesta di indire un referendum sulle scelte di governo del territorio inerenti i nuovi assetti dell’impianto di Rimateria, sia impiantistici che gestionali, ricordo che il Consiglio comunale ha espresso contrarietà in occasione della discussione di una mozione presentata in tal senso da alcuni gruppi consiliari, poiché l’assemblea ha ritenuto che l’impianto di Rimateria debba stare dentro ad un percorso di risanamento ambientale e di reindustrializzazione del territorio, senza che questo venga decontestualizzato da tale percorso.

Relativamente ad un argomento centrale della discussione, cioè quello dell’importazione di rifiuti speciali non pericolosi da fuori, noi siamo i primi a voler fare tutto il possibile perché ciò non accada, ma la condizione indispensabile è che i flussi di rifiuti dal processo siderurgico arrivino a Rimateria, sia quelli già presenti nella discarica abusiva di trentasei ettari, sia quelli originati dal processo produttivo. Per far questo allora è assolutamente indispensabile che per la discarica di trentasei ettari si trovino le risorse per la rimozione delle oltre 1.800.000 tonnellate di cumuli presenti, e che la nuova proprietà siderurgica si esprima chiaramente impegnandosi alla ripresa dell’attività di produzione e a conferire tali rifiuti in Rimateria.

Sulla prima sollecitazione siamo pronti a impegnarci ed essere a fianco dell’attuale governo, affinché i 50 milioni per le bonifiche presenti nell’Accordo di Programma siano utilizzati per la rimozione di questi cumuli. Sulla seconda, riprendiamo quanto previsto dall’Accordo di Programma, inserito su nostra forte sollecitazione, affinché Jindal si impegni in maniera decisa ed in modo formale, alla ripresa della produzione, a utilizzare gli impianti di Rimateria. Queste due azioni eviterebbero l’arrivo di rifiuti da fuori e risolverebbero definitivamente le necessità di bonifica del territorio, mantenendo l’occupazione di Rimateria e raggiungendo l’obbiettivo per il quale è nata.

Ad ogni buon conto non posso che prendere atto della volontà così come manifestata dal Comitato Promotore rimettendo alla Commissione l’onere di valutarne l’ammissibilità. Conserviamo comunque forte preoccupazione in ordine ad un possibile congelamento di tutte le attività dell’impianto finanche ad un eventuale esito del referendum che potrebbe ridisegnare nuovi confini di Rimateria, diversi da quelli prospettati nella strategia di re industrializzazione del territorio.
Preme infine ricordare ai cittadini che la raccolta delle firme per l’indizione di un eventuale referendum dovrà essere fatta secondo le modalità ed i termini stabiliti nei regolamenti, quindi diversamente da quelle raccolte".



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