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domenica 19 maggio 2019

Cultura martedì 20 dicembre 2016 ore 17:15

Lo scavo riporta ai tempi della laguna

Lo scavo di Carlappiano

Piombino e Scarlino al centro di una importante ricerca archeologica e multidisciplinare finanziata dall’Unione Europea



PIOMBINO — Un team di ricercatori dell’Università di Siena coordinati dalla professoressa Giovanna Bianchi e dal professor Richard Hodges, dall'ottobre 2015 si sono aggiudicati l’importante finanziamento di due milioni e mezzo di euro presentando un progetto dal titolo “Origini di una nuova unione economica: risorse, paesaggi e strategie politiche nel Mediterraneo”. Il progetto è inserito nel programma delle scienze eccellenti europee denominato ERC (European Research Council) Advanced 2014.

“Si tratta di un progetto di grande rilievo – ha affermato il sindaco di Piombino Massimo Giuliani – che mette in risalto ancora una volta la vicinanza dei due territori limitrofi, Val di Cornia e Val di Pecora, accomunati dalle caratteristiche ambientali, paesaggistiche economiche. E' interessante inoltre - ha aggiunto il primo cittadino - scoprire quanto ancora il nostro territorio abbia di inespresso riguardo al proprio passato. Tanto più riusciamo a far venire alla luce la sua storia, tanto più è interessante appoggiare la ricerca e divulgare queste conoscenza ai fini di una crescita della comunità e dello sviluppo di un turismo culturale e ambientale”.

Sulla basa delle ricerche di Riccardo Francovich, il team di archeologi ha indagato lo sviluppo economico territoriale tra il VII e il XII secolo e avviato lo scavo al parco della Sterpaia, noto con il nome di Carlappiano, gestito dalla Parchi Val di Cornia e coordinato dalla dottoressa Luisa Dallai, e del sito di Vetricella posto nella pianura sottostante Scarlino.

Lo scavo di Carlappiano ha avuto lo scopo di indagare e ricostruire parte del contesto legato all’originaria laguna di Piombino che nel Medioevo ebbe un rilevante ruolo economico, sia come luogo di scambi tra l’interno ed il mare sia per le sue risorse. I lavori hanno permesso di confermare la presenza di paleoalvei e canali, ha evidenziato la profondità delle incisioni prodotte dalle acque e sono stati rinvenuti frammenti laterizi e resti ossei lungo gli argini ed all’interno delle canalizzazioni.

In contemporanea sono stati trovati oggetti risalenti al Medioevo, ma anche numerose ceramiche ritenute di epoca precedente. Elementi che messi insieme permetteranno di valorizzare la storia della costa sinora sconosciuta.



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