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martedì 14 agosto 2018

Cronaca mercoledì 21 marzo 2018 ore 14:46

Sequestrata la discarica Rimateria

Alla discarica di Ischia di Crociano a Piombino sono stati posti i sigilli dei carabinieri del nucleo operativo ecologico di Grosseto



PIOMBINO — Sequestrati gli impianti della discarica Rimateria in località Ischia di Crociano in base all'articolo 321 del Cpp. Sotto l'insegna della struttura c'è l'avviso di sequestro preventivo posto dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Grosseto nella mattinata.

Il provvedimento è stato eseguito in ottemperanza al decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Livorno su richiesta di quella Procura della Repubblica che ha coordinato l’attività investigativa condotta dai militari del Noe.

L’indagine del reparto specializzato dell’Arma ha avuto origine nel Febbraio 2017, nell’ambito di una campagna ispettiva e di controllo delle discariche disposta a livello nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale. Durante la serie di verifiche, accertamenti ed indagini espletati con la collaborazione di funzionari della Regione Toscana – Settore Bonifiche, Autorizzazione Rifiuti ed Energetiche, i Carabinieri del Noe hanno appurato che la discarica era gestita in maniera non adeguata alle norme tecniche di riferimento e che non risultavano rispettate le prescrizioni imposte nell’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui alle determinazioni dirigenziali della Provincia di Livorno n. 189 del 09/12/2011 e della Regione Toscana DGRT 761 del 01/08/2016.

Date relative al periodo in cui la gestione era passata da Asiu a Rimateria.

Le indagini, stando a quanto si apprende in una nota del Noe, hanno permesso di dimostrare che "la discarica risultava priva di qualsivoglia copertura, anche provvisoria, circostanza che consentiva alle acque meteoriche di infiltrarsi liberamente nel corpo dei rifiuti, incrementando notevolmente la produzione di percolato; inoltre è emerso come nella discarica fossero presenti diversi pozzi di estrazione del biogas, nessuno dei quali risultava però collegato ad una rete di collettamento che assicurasse la captazione e il successivo recupero energetico/combustione. La mancata aspirazione dei gas di discarica ne determinava, di fatto, la libera dispersione in atmosfera, causando rilevanti emissioni odorigene che venivano chiaramente percepite anche all’esterno dell’area di discarica e che erano da tempo fonte di non trascurabile disagio soprattutto per i residenti della zona".

A nulla sarebbe servita la diffida del 29 Novembre della Regione Toscana con la quale si imponeva al gestore dell'impianto di attuare le azioni e gli interventi necessari a ricondurre la gestione della discarica nel rispetto delle prescrizioni imposte dall’Aia tanto che durante l'ispezione del Noe a Febbraio 2018 hanno verificato che le prescrizioni impartite non erano state ancora ottemperate.

Le indagini si sono concluse con la denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria degli amministratori di Asiu e di Rimateria che dal 2011 a questa parte si erano avvicendati nella gestione dell’impianto di discarica, ritenuti responsabili del reato di cui agli artt.81 e 110 del Codice Penale e all’art. 29 quattuordecies co. 3 del D.Lgs. 152/06, per violazioni alle prescrizioni imposte dall’Autorizzazione Integrata Ambientale - reato continuato in concorso. 



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