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giovedì 23 maggio 2019

Attualità domenica 10 marzo 2019 ore 08:28

Un Cicciolo che profuma d’infanzia

Il rogo di Cicciolo (Foto: Riccardo Marchionni)

Il rogo di Cicciolo al piazzale d'Alaggio è già un ricordo e su #tuttoPIOMBINO Gordiano Lupi ricorda la tradizione piombinese



PIOMBINO — Quando vedi sfilare Cicciolo torni bambino, c’è poco da fare. 

Ricordi la canzoncina che t’insegnava tua nonna, era lei amante del Carnevale, tuo nonno no, lui preferiva raccontare storie, tuo padre men che mai, libri e fumetti, ma il Carnevale non faceva parte del suo mondo. È morto Cicciolo, è morto un bischero ... delon delon delon ...E la vedova in lacrime, uomo truccatissimo, disperato, affranto, in attesa del rogo, prima dell’addio terminale a un allegro avvinazzato, al briaco piombinese per antonomasia. 

Salutiamolo tutti insieme, allora. Non perdiamo l’occasione di festeggiare la fine dell’inverno, l’inizio della buona stagione, il canto d’un briaco errante al tramonto d’un cielo rosso fuoco, con l’Elba negli occhi. 

Non ci sono più gli ubriachi come Cicciolo, in fondo, nella nostra Piombino, resta solo il ricordo, resta la tradizione; non ci sono le osterie a Marina, le bettole nella città vecchia, non c’è il Bar Nedo in fondo a corso Italia, che serve un gotto di rosso e una granfia di polpo, ma quella la devi comprare fuori, nel grande bidone in alluminio che ribolle. Non c’è più tuo nonno che ci andava a bere, né tua nonna che torna a casa dopo il Carnevale, ti spiega la canzone del bischero, ti dice che domani al Sempione faranno ancora Godzilla, che questa volta combatterà contro King Kong. E tu sogni, incubi strani che non fanno dormire, attendi il sabato del doppio spettacolo con l’ansia nel cuore. Non c’è più tuo padre, che magari per Carnevale ti comprava un fumetto, Topolino contro l’uomo nuvola, oppure Topolino a Viareggio. Chissà. 

Resta Cicciolo, però, grazie a un pugno di volontari, resta un motivo per andare in corso Italia a vedere la maschera di cartapesta sfilare, ché c’è ancora una storia da scrivere, la solita storia di sempre, quella delle madeleines e del tempo perduto. 

E quando sei in piazza ti accorgi che Cicciolo ha il naso meno rosso del solito, indossa la maglia dello sport che va per la maggiore, quel basket che lotta per andare in serie A, casacca giallo verde che si stempera nel fuoco rosso vivo, sotto un pungente grecale. E ci sono i bimbi, proprio come un tempo, cantano musica latina, ballano rumba e merengue, ridono sotto un vento inclemente, attendono l’estate. 

Non t’importa più niente, d’un tratto, non vedi il presente, ripensi al passato, sei uno dei bimbi che cantano, pensando al domani. Il risveglio è inclemente, purtroppo. Il profumo del tempo passato si fa catturare solo un breve istante, poi fugge lontano, amico del vento di mare, come un gabbiano che lieve si lascia planare tra le scogliere. 

Tornando a casa ti accorgi che forse più niente rimane di quel vecchio ricordo, ma è stato importante fermarlo, grazie a un carro che muove i suoi passi verso quel mare, diretto a un rogo augurale, che segna la fine del freddo, del gelo, d’un inverno feroce. E basta il volto felice di tua figlia per farti capire che domani sarà di nuovo primavera.

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata



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