Cultura

​A Piombino il mondo raccontato dall'architettura

Al Chiostro di Sant'Antimo, Massimiliano Pardi e Valentina Tosi raccontano un viaggio di 6.300 chilometri tra sette Paesi, dal Bauhaus alla Cappella di Ronchamp.

Massimiliano Pardi e Valentina Tosi

Domani sera, giovedì 20 agosto, il Chiostro di Sant'Antimo a Piombino si trasforma in una sala da viaggio senza bagagli. Alle 21.15, nell'ambito della terza edizione di "Voci e colori a Casa Esagono-Baratti", rassegna promossa dall'Associazione BACo Baratti Architettura e Arte Contemporanea Archivio Vittorio Giorgini, va in scena "Viaggi fuori scala. Il mondo visto attraverso l'architettura", il progetto firmato dallo studio Pato, sigla dietro cui lavorano gli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi.

Ingresso libero, punto di partenza un'idea semplice quanto radicale: l'architettura non come sfondo da cartolina, ma come lente attraverso cui leggere il mondo. Con questo sguardo Pardi e Tosi hanno attraversato sette Paesi e percorso oltre 6.300 chilometri, cucendo insieme città, paesaggi e grandi opere che hanno segnato il Novecento europeo e non solo. Il risultato è il racconto di un viaggio vissuto da due architetti, documentato da scatti fotografici che, più delle parole, promettono di essere il vero filo conduttore della serata.Il percorso parte da Innsbruck e arriva a Dessau, proprio nell'anno del centenario del Bauhaus, la scuola che negli anni Venti ha ridisegnato il rapporto tra arte, design e produzione industriale, lasciando un'eredità ancora visibile in mezza Europa. 

Da lì il viaggio sale verso nord: Amburgo, Copenaghen, Malmö, fino alla Norvegia e a Lindesnes, dove i due architetti raggiungono uno dei momenti più fotografati dell'intero itinerario, il ristorante Under, incastonato nelle acque del Mare del Nord e diventato negli ultimi anni un caso di studio internazionale sul dialogo tra costruito e paesaggio.Il racconto torna poi in Danimarca, attraversata anche via mare con l'auto al seguito, con tappa a Billund: patria della Lego, ma anche laboratorio di architetture contemporanee capaci di sorprendere chi si aspetta solo mattoncini colorati. Il rientro passa dalla Germania, tra Düsseldorf e Colonia, per approdare in Francia alla Cappella di Ronchamp, l'opera che Le Corbusier consegnò alla storia come una delle più mistiche del secolo scorso. 

A chiudere idealmente il cerchio è la Svizzera, tra Basilea e Berna, con la visita alla Fondazione Paul Klee: un ritorno, in qualche modo, al punto di partenza, visto che proprio Klee fu tra i maestri che insegnarono al Bauhaus.Una serata pensata per chi ama viaggiare restando fermo, e per chi crede che l'architettura, più che un mestiere per addetti ai lavori, sia uno strumento per osservare il presente con occhi diversi.