Il nuovo regolamento per l’accesso e la frequenza dei servizi educativi per la prima infanzia nella Zona Val di Cornia, siglato dalla Conferenza Zonale per l'Educazione e l'Istruzione della Val di Cornia è stato approvato dal Consiglio comunale di Campiglia Marittima. L’atto definisce in modo omogeneo per tutti i Comuni della zona (Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta) le modalità di accesso ai servizi educativi comunali, i criteri per la formazione delle graduatorie, i requisiti di precedenza e le regole di frequenza.
Previste anche la conferma della pubblicazione annuale di un bando pubblico per l’iscrizione ai servizi educativi comunali con termine fissato al 30 Aprile e la definizione di criteri omogenei per la formazione delle graduatorie, che terrà conto soprattutto della situazione lavorativa dei genitori e delle condizioni familiari. Requisiti di priorità che potranno garantire un accesso prioritario ai servizi saranno per particolari situazioni come la presenza di disabilità, condizioni socio-economiche di fragilità o nuclei familiari monogenitoriali.
Il documento disciplina inoltre altri aspetti importanti del sistema educativo per la prima infanzia, tra cui le modalità di inserimento dei bambini, la gestione delle liste di attesa, le regole per assenze e rinunce e i criteri di compartecipazione delle famiglie ai costi del servizio, che restano definiti dalle singole amministrazioni comunali. Un ulteriore passo verso una gestione coordinata dei servizi educativi nella Val di Cornia, che ha l’obiettivo di garantire chiarezza nelle procedure di accesso, equità nei criteri di ammissione e di portare maggiore qualità all’organizzazione dei servizi dedicati alla prima infanzia.
“Questa amministrazione – ha affermato la sindaca Alberta Ticciati – ha dimostrato di credere fortemente nella formazione e nel sostegno alle famiglie e al lavoro femminile, con investimenti importanti per offrire servizi di qualità, il più accessibili possibile, che aggiunti alla importante misura regionale Nidi gratis hanno ampliato fortemente il numero delle famiglie che accedono al servizio. I servizi per la prima infanzia – ha sottolineato – non sono solo un aiuto alle famiglie, ma un investimento pubblico sul futuro della comunità e con questo regolamento condiviso rafforziamo un’idea precisa di servizi aperti ed inclusivi. Lavorare in modo coordinato tra Comuni serve a rendere le procedure uniformi e a mettere davvero al centro le bambine, i bambini e i loro diritti, riconoscendo nei servizi educativi uno dei pilastri fondanti del welfare locale”.