RIGASSIFICATORE

"Basta politica, si parli di sicurezza"

Albertoni (Cambiamo Futuro): "Chi riduce tutto a uno scontro politico sbaglia. La sicurezza non è di destra o di sinistra: è un dovere"

Parla il consigliere Alessio Albertoni di Cambiamo Futuro sulla questione del rigassificatore a Piombino e l'annunciata proroga.

"La mia posizione è semplice e chiara: il rigassificatore non è il male assoluto, ma è del tutto improponibile collocarlo nel porto, a ridosso della città. Il punto non è se l’impianto debba esistere, ma dove. E la risposta è evidente: va spostato in aree isolate, lontane dai centri abitati, meglio ancora in mare aperto, come avviene nella maggior parte dei casi. La sicurezza viene prima di tutto". 

"La sicurezza non è compensabile. - ha proseguito Albertoni - Serve però riportare il dibattito sui binari giusti: quelli della realtà, non della propaganda. Qui siamo davanti ad un impianto industriale a rischio rilevante inserito in un contesto urbano. Gli scenari di incidente: incendio, nube infiammabile, esplosione, non sono invenzioni, ma ipotesi previste nei documenti tecnici internazionali. E quando accadono, non restano confinati dentro un perimetro: coinvolgono la città, le persone: da Torre del Sale a Salivoli fino a Montegemoli. Non è ideologia, è buon senso: non è corretto collocare un impianto di questo tipo così vicino ad un centro abitato. Le alternative esistono ed i piani di emergenza, per quanto necessari, non possono annullare un rischio strutturale in un’area così densamente popolata".

"Chi riduce tutto a uno scontro politico sbaglia. La sicurezza non è di destra o di sinistra: è un dovere. - ha aggiunto - Ma a un certo punto serve anche chiarezza sulle responsabilità. Eugenio Giani deve dire apertamente che questa è una scelta politica che comporta rischi reali e che è stato lui a sottoscriverla assumendosene la responsabilità. Non ci si può nascondere dietro urgenze o procedure: quando si decide su temi così delicati, si ha il dovere di dire la verità ai cittadini".

"Al tempo stesso, è miope opporre al rigassificatore soluzioni che snaturano il territorio, parlare di distese di pale eoliche ed impianti fotovoltaici invasivi che coprono decine di campi da calcio di terreno agricolo. La vera domanda è un’altra: quale modello di sviluppo vogliamo? Rinunciamo al turismo e per cosa? Per l’ennesima ferita al nostro territorio? Infine, un dato su cui riflettere: nonostante responsabilità e scelte siano chiare, quasi la metà dei piombinesi ha comunque sostenuto Giani alle elezioni regionali. Di contro chiedere le dimissioni di Ferrari non è certo un incentivo a continuare a battersi per questa causa, anche perché non ho ancora capito cosa avrebbe potuto fare di concreto e di davvero utile e non demagogico di più", ha concluso Albertoni.