Dissalatore Elba e progetti in Val di Cornia

Intervista a Stefano Taddia, presidente del Consiglio di gestione di Asa, sulla gestione delle risorse idriche

Stefano Taddia, presidente Consiglio di gestione Asa spa

Per fare il punto sulla situazione idrica e sui progetti in corso all'isola d'Elba e in Val di Cornia, abbiamo intervistato Stefano Taddia, presidente del Consiglio di gestione di Asa.


A che punto siete con il dissalatore a Mola, all'Elba, e quando prevedete l'entrata in funzione?

"Proseguono le attività legate al dissalatore di Mola, il più grande impianto di dissalazione d’Italia, realizzato con un investimento di circa 29 milioni di euro. I lavori sono ormai sostanzialmente completati e restano alcune opere accessorie che saranno ultimate entro Aprile 2026, tra cui la regolazione delle portate dei quattro pozzi di Mola e dell’acqua proveniente dalla dorsale dell’acquedotto per garantire la corretta miscelazione dell’acqua prodotta dall’impianto a osmosi inversa, l’installazione di alcune apparecchiature residue, il completamento delle recinzioni, dell’illuminazione e delle sistemazioni esterne, oltre alla realizzazione della fontanella di acqua ad alta qualità con la relativa area dedicata. Continuano inoltre le opere a mare nel Golfo Stella, che comprendono la posa delle tubazioni di presa e restituzione dell’acqua e l’allestimento dei locali tecnici a servizio dell’impianto. Il collaudo è previsto a partire da Maggio 2026, compatibilmente con le condizioni meteomarine, segnando l’avvio operativo di un’infrastruttura strategica che rappresenta un investimento senza precedenti per il territorio e un passo importante verso una gestione più autonoma e sostenibile della risorsa idrica".

Quando sarà a pieno regime quanta acqua potabile potrà immettere nella condotta idrica elbana? E la condotta sottomarina fra Val di Cornia ed Elba?

"Questo dissalatore produrrà acqua per 80 litri al secondo ma da solo non sarà risolutivo per il fabbisogno idrico dell'isola. La condotta sottomarina è un tubo che corre tra la costa piombinese fino alle rive elbane, costruito tra il 1984 e il 1986. La condotta può trasferire una portata massima di 148 litri di acqua al secondo. Gli acquedotti elbani hanno uno sviluppo di circa 460 km tra adduzione (190 km) e distribuzione (270 km), e dispongono di circa 60 serbatoi per una capacità complessiva di 30.000 metri cubi. La popolazione servita varia dai circa 30 mila abitanti residenti agli oltre 100 mila durante la stagione estiva. Oggi l’infrastruttura che consente di trasportare l’acqua della Val di Cornia (dopo averla depurata di boro e arsenico) verso l’Elba ha compiuto 31 anni. È una tubazione del diametro di 40 centimetri, in acciaio rivestito, di 24 km di lunghezza che, a fronte di un’ottima qualità del materiale di costruzione, presenta qualche problema di appoggio al fondale che ne accentua le sollecitazioni e i rischi di rottura. Malgrado la condotta abbia superato la sua vita utile, viene monitorata con attenzione e curata con interventi di manutenzione continua per prolungarne al massimo l’esercizio".

Per quanto riguarda il dissalatore elbano è possibile sapere i consumi elettrici dell'impianto a pieno regime? Avete previsto l'utilizzo di pannelli solari o altre fonti di energie rinnovabili per diminuire l'impatto ambientale del dissalatore elbano?

"Per il fabbisogno elettrico, l’impianto ha una potenza di 1,8 MW ed un consumo specifico di 3,89 KWh per metrocubo di acqua prodotta. Il fotovoltaico non è stato previsto perché per le potenze in gioco sarebbe servita un’installazione a terra e quel sito non è idoneo".

Quali progetti invece per la Val di Cornia? Di qualche anno fa il piano per il dissalatore in zona Franciana a Piombino, i più recenti progetti per l’abbattimento per il boro e l’arsenico...

"La proposta progettuale “Realizzazione del Dissalatore di Franciana e della condotta sottomarina” nasce per risolvere le criticità idriche di Val di Cornia, Val di Pecora e Isola d’Elba. Queste aree soffrono di scarsità d’acqua, aggravata da cambiamenti climatici e domanda stagionale. Il progetto è suddiviso in due lotti principali. Il Lotto 1 prevede un nuovo dissalatore a Franciana (300 L/s) per acqua potabile di qualità. L’impianto ridurrà la dipendenza da pozzi compromessi da intrusione salina. Sarà alimentato da energia fotovoltaica, riducendo le emissioni di CO₂ e puntando alla carbon neutrality. Il Lotto 2 riguarda il raddoppio della condotta sottomarina verso l’Elba. Questo intervento è essenziale per garantire l’approvvigionamento, soprattutto in estate con forte afflusso turistico. Il progetto è integrato con interventi di riduzione delle perdite idriche finanziati anche dal Pnrr. Nel complesso, mira a una gestione sostenibile, efficiente e resiliente della risorsa idrica".

Quale impegno per la gestione sostenibile delle acque in Val di Cornia? (Si veda i progetti attivati tipo Life Rewatt)?

"Dalla potabilizzazione alla depurazione, fino alla dissalazione: proseguono gli interventi strategici di ASA per rafforzare la sicurezza idrica del territorio. Tra ammodernamenti degli impianti esistenti e nuove infrastrutture, sono in corso investimenti significativi in Val di Cornia e all’Isola d’Elba. Un impegno concreto per garantire acqua di qualità, maggiore efficienza del servizio e sostenibilità nel lungo periodo.
Nelle acque di falda della Val di Cornia sono presenti alcune sostanze naturali provenienti dalle Colline Metallifere in concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla normativa. Per garantire ogni giorno qualità dell’acqua e standard elevati nel servizio, Asa gestisce numerosi impianti di potabilizzazione. Tra questi rivestono un ruolo strategico i due impianti realizzati a Piombino, presso la centrale di Franciana, dedicati rispettivamente all’abbattimento del boro e dell’arsenico, che per tecnologie impiegate e dimensioni rappresentano vere eccellenze a livello internazionale.
Negli ultimi mesi la centrale di Franciana è stata interessata da importanti interventi di manutenzione straordinaria finalizzati all’ammodernamento delle strutture esistenti e al mantenimento di elevati standard operativi. Nell’area è inoltre in corso l’installazione di un nuovo impianto a osmosi inversa, del valore di circa 200 milaeuro, che consentirà, già prima dell’estate 2026, di recuperare circa 10 litri al secondo di risorsa idrica dai pozzi di Franciana.
Nel Comune di Campiglia Marittima sono in fase di realizzazione due interventi di rilievo: il nuovo impianto di abbattimento dell’arsenico in località Coltie e il potenziamento del depuratore di Campo alla Croce. Il nuovo impianto di Coltie, dal valore di circa 1,5 milioni di euro, entrerà in funzione – salvo imprevisti – nel giugno 2026 e permetterà di distribuire nei comuni di Campiglia Marittima e San Vincenzo un’acqua con caratteristiche organolettiche migliori, garantendo una portata a regime di 100 litri al secondo.
Parallelamente è in corso il potenziamento del depuratore di Campo alla Croce, che interessa tutte le sezioni dell’impianto, sia della linea acqua sia della linea fanghi. L’intervento si rende necessario per rispondere alle criticità gestionali che si manifestano soprattutto nei mesi estivi, quando l’aumento dei carichi organici e delle portate – legato anche all’intensificazione della produzione dello stabilimento Petti del Gruppo Italian Food S.p.A. – mette sotto pressione l’impianto.
L’opera, dal valore complessivo di 8,1 milioni di euro, è finanziata per 6,6 milioni attraverso fondi Pnrr e prevede interventi su tutte le aree dell’impianto, tra cui la realizzazione di due nuove infrastrutture strategiche dedicate alla nuova ossidazione biologica e alla sedimentazione finale. L’obiettivo è aumentare la flessibilità gestionale e la capacità di trattamento, portando la potenzialità complessiva a 87.500 abitanti equivalenti. L’investimento contiene anche una nuova sezione di post-affinamento delle acque depurate per consentirne il riuso a fini industriali e/o agricoli con un potenziale di circa 1,8 milioni di mc/anno, concorrendo così al risparmio della risorsa idrica in un territorio altamente critico per la qualità delle acque di falda, oggetto di un fenomeno di progressiva salinizzazione".

In generale come si può migliorare il piano per risolvere le perdite occulte? Ci sono metodi e strumenti che potrebbero essere attivati anche dai cittadini con una spesa minima?

"Particolare attenzione è dedicata alla riduzione delle perdite su tutto il territorio gestito da Asa: si agisce sull’azione della distrettualizzazione, sulla preventiva regolazione/riduzione delle pressioni nelle condotte e sulla eliminazione delle sovrappressioni transitorie, così da ridurre lo stress nelle reti di distribuzione. Inoltre è stato portato avanti un vero e proprio progetto di ricerca ed eliminazione perdite e sostituzione tubazioni dal valore complessivo di oltre 21,5 milioni di euro di cui circa 15,3 milioni di euro finanziati dal Mir con fondi del Pnrr della misura 4 investimenti 4.2. Il progetto per la riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione che si concluderà entro il mese di Giugno 2026, prevede l’installazione di circa 62.000 contatori intelligenti (smart meter) in grado di dialogare con i sistemi di raccolta dati di registrazione delle forniture di Asa, la realizzazione di n° 180 distretti (1.183 km di rete) per monitorare i bilanci delle portate immesse/consumate, la implementazione di sistemi di controllo e monitoraggio integrativi del sistema di telecontrollo Asa nonché il completamento dei rilievi delle reti, la loro digitalizzazione informatica e lo sviluppo della modellistica idraulica per la simulazione del comportamento del sistema di distribuzione, con il fine di individuare fisicamente le dispersioni e finalizzare la loro riparazione oltre che la sostituzione programmata delle tubazioni a maggiore rischio. Il progetto è concentrato prevalentemente nelle zone maggiormente critiche e cioè proprio in Val di Cornia e all’Isola d’Elba".