Politica

Comuni montani, "penalizzate zone più fragili"

La presidente della Provincia di Livorno evidenzia le conseguenze per i piccoli Comuni del territorio livornese

Sandra Scarpellini, presidente Provincia di Livorno

La presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, interviene sulla questione della riduzione dei Comuni classificati come montani.


“Il governo ha ridotto notevolmente il numero dei comuni fin qui classificati come “montani”. - dichiara Scarpellini - È un fatto su cui ritengo sia importante riflettere e un errore da rimediare. I criteri validi per il riconoscimento si sono ristretti, focalizzando l’attenzione su altitudine e pendenza, più che su altre caratteristiche delle aree interne, utili a decretarne la fragilità".

'Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha raggiunto un accordo con la Conferenza unificata Stato Regioni per comporre il nuovo elenco. - prosegue la presidente - In Toscana restano montani 113 comuni su 149, più di quelli ipotizzati poche settimane fa, ma comunque trentasei in meno rispetto a prima. In Provincia di Livorno erano classificati tali Sassetta, Suvereto, Capraia isola e sei comuni elbani. Adesso scompaiono tutti dall’elenco. In compenso restano dentro alcuni capoluoghi di provincia".

"Quei piccoli comuni c’erano - spiega Scarpellini - in quanto in possesso di caratteristiche geografiche e socioeconomiche tali da poter beneficiare di incentivi per medici, insegnanti, aziende di giovani, imprese agricole, necessari per la loro sopravvivenza".

"Eppure i tempi sono tali e niente è cambiato in meglio da suggerire di allentare l’attenzione verso quei comuni e quindi verso le loro comunità. - prosegue Scarpellini - L’impoverimento demografico che colpisce il nostro territorio genera conseguenze drammatiche, specie nei Comuni più piccoli e interni o per quelli insulari; comuni che rischiano di svuotarsi di abitanti “veri” e in alcuni casi di divenire solo mete turistiche. In altri casi di svuotarsi e basta".

"I pochi numeri sono sempre più spesso una condanna per le scuole, per le caserme dei Carabinieri, gli uffici postali, gli ambulatori; di fatto, i presìdi che garantiscono la sopravvivenza delle comunità. - aggiunge Scarpellini - Sulla base di meri standard numerici individuati in leggi nazionali, si accorpano scuole, non si trovano medici, non si riesce a garantire il livello adeguato per la vita quotidiana dei cittadini, nonostante una buona capacità di governo locale, con l’impegno costante e appassionato di amministrazioni competenti (di diverso colore politico).
I comuni, in generale, non hanno un trasferimento che sia uno dal governo per il sostegno alle famiglie, agli affitti, ai contributi per le utenze; per quelli di cui sopra la situazione è ancora più complicata".

"Credo sia doveroso far comprendere più e meglio ai nostri cittadini quali siano le condizioni generali che rendono sempre più difficile mantenere i servizi, raccontando meglio i meccanismi a partire da monte, anziché restare schiacciati dai problemi quando arrivano a valle; dobbiamo farlo con chiarezza e obiettività. - prosegue la presidente - Intanto, nei prossimi giorni vorrò comprendere i motivi per cui Anci e UPI nazionale abbiano ritenuto di poter sottoscrivere tale accordo al ribasso con il governo".

"Come Province Toscane abbiamo più volte ribadito il nostro dissenso e continuiamo a farlo”, conclude Scarpellini.