Politica

Comuni montani, "provincia di Livorno penalizzata"

Il consigliere regionale del Pd Franchi commenta il provvedimento del Governo: "Cambiano i parametri ma non i problemi reali”. Ecco i Comuni fuori

Monte Capanne, Marciana

“Anche la provincia di Livorno viene penalizzata dalla riclassificazione dei comuni montani decisa dal Governo".

Alessandro Franchi, consigliere regionale PD, commenta il decreto Calderoli sulla classificazione dei Comuni Montani, con un post su Facebook.

"Si parla tanto di aree interne disagiate e fragili, di diseguaglianze territoriali tra chi vive nelle città e chi nelle periferie, di sproporzioni nell’accesso ai servizi essenziali. - prosegue Franchi - Poi però, quando si passa dalle parole ai fatti, il Governo Meloni e il ministro Calderoli decidono di riclassificare i comuni “montani” restringendo i criteri a soli due parametri: altitudine e pendenza. Cambiano i parametri, ma non è cambiata la realtà di quei Comuni". 

"Restano territori spesso interni o insulari, con popolazione che diminuisce e invecchia, poche risorse, grandi estensioni territoriali e crescenti difficoltà nel mantenere servizi adeguati agli standard nazionali. Ogni giorno chi vive in questi luoghi conosce bene i disagi: un negozio che abbassa la saracinesca, un ufficio postale che chiude, un medico che non si trova, bambini e ragazzi costretti a percorrere chilometri per raggiungere la scuola più vicina. - aggiunge Franchi - Di fronte a questa situazione, invece di investire sulle aree periferiche e più svantaggiate, il Governo introduce criteri più restrittivi e fa perdere a 36 comuni della Toscana la qualifica di montani"

"Una scelta - sottoliea Franchi - che colpisce anche la provincia di Livorno, dove perderanno lo status di comune montano Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia Isola, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Sassetta e Rio".

"Ha fatto bene la Presidente della Provincia di Livorno, Sandra Scarpellini, a rendere pubblico l’elenco dei comuni esclusi dalla nuova classificazione e a denunciare gli effetti di questa decisione: meno risorse, meno trasferimenti dedicati, meno incentivi per garantire servizi fondamentali come sanità, scuola, trasporti e presìdi di sicurezza. A pagare il prezzo di questa scelta sbagliata saranno soprattutto i cittadini e le imprese che operano in territori già fragili.
Le aree interne e marginali non si difendono con gli slogan, ma con scelte coerenti. Voglio sperare che il Ministro Calderoli e il governo Meloni ci ripensino e facciano marcia indietro sui nuovi parametri”, conclude Franchi.