Il rigassificatore resta in porto per decreto legge (leggi qui l'articolo collegato).
"Questo Governo passando sulla testa dei cittadini ha stabilito che in un momento così delicato questo obiettivo sensibile deve restare nel nostro porto, sine die, senza autorizzazione, senza Via e senza Aia", così hanno commentato i comitati Salute Pubblica, La piazza e Gazebo 8 Giugno.
"Il Governo Meloni scavalca ogni normativa italiana ed europea e francamente se ne infischia. Esprimiamo la nostra delusione, amarezza, preoccupazione, anche dolore. E abbiamo chiesto al sindaco Ferrari, che è diventato in corso d'opera il responsabile locale del partito del Presidente Meloni, parole ben diverse da quelle già espresse".
Il sindaco Francesco Ferrari, in una dichiarazione rilasciata a poche ore dalla diffusione della notizia della proroga inserita nel decreto legge, ha parlato di "proroga tecnica, pensata per garantire la continuità operativa del rigassificatore nell’attesa che venga assunta una scelta conclusiva sul suo futuro. La posizione di questa Amministrazione non cambia. - ha aggiunto - Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà alla presenza del rigassificatore nel porto di Piombino e continuiamo a ritenere che la sua permanenza rappresenti un elemento di preoccupazione per la sicurezza della comunità e per l’equilibrio del porto. Qualora, in un’ipotesi che auspichiamo non si concretizzi, l’impianto dovesse rimanere, il Comune - ha spiegato il sindaco - continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: vigilare con la massima attenzione sul rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza, a tutela della città e dei suoi cittadini, indipendentemente dalle decisioni che il Governo riterrà di assumere".
"Ma quale proroga tecnica? Non è stato neanche individuato un sito alternativo. - hanno tuonato i comitati - Al sindaco chiediamo una ferma condanna e atti concreti, sia politici che amministrativi. Gli chiediamo di difendere il territorio, in coerenza con le sue parole di sempre, e di non essere acquiescente all'imposizione del Governo limitandosi a vaghe parole sul controllo. Da lui aspettiamo una presa di posizione conforme alla violenza che il suo Comune ha subito oggi".
Contro il primo cittadino è intervenuto anche il Pd definendo la situazione un vero fallimento per Ferrari (leggi qui l'articolo collegato).
Intanto in programma per venerdì 13 alle 17 l'assemblea pubblica in piazza Cappelletti.