Lavoro

"A Piombino le stesse condizioni di Taranto"

A chiederlo è l'Uglm a seguito dell'ingresso dello Stato nell'Ex Ilva di Taranto, nell'ottica del Piano siderurgico nazionale

Le acciaierie di Piombino

Lo Stato ha perfezionato il suo ingresso nell'Ex Ilva di Taranto, con il 38% delle quote e con diritto di voto pari al 50%. Il polo siderurgico tarantino si chiamerà Acciaierie d'Italia e lo Stato entrerà nel Cda con 3 membri su 6. Nel 2022 l'operazione Stato a Taranto dovrebbe concludersi con una partecipazione al 60%. È prevista la costruzione di un impianto di preridotto per rendere l'acciaieria green. La notizia diffusa nelle ultime è stata ritenuta importante e positiva dall'Uglm intravedendo un possibile scenario anche per Piombino.

"Come Uglm - hanno commentato la Segreteria provinciale e la Rsu Jsw - abbiamo espresso da tempo la richiesta di tenere unite le vertenze di Taranto, Piombino e le altre importanti realtà siderurgiche italiane, nell'ottica del Piano Siderurgico nazionale annunciato prima dall'ex Ministro Patuanelli e confermato poi dall'attuale Ministro Giorgetti. Se di Piano Siderurgico nazionale si deve parlare, allora a Piombino siano messe in atto le stesse condizioni di Taranto, ingresso di Invitalia al 38% con uomini dello Stato nel Cda e ulteriore consolidamento nel 2022 fino al 60%". 

"La vertenza Piombino è sempre stata considerata una vertenza di serie B dai vari governi succedutisi in questi anni. Auspichiamo - hanno concluso - che questo Governo dia a Piombino la dignità che merita".