Attualità

Sicurezza, "Comuni facciano la propria parte"

Il prefetto Dionisi: "Il Comitato non distribuisce patenti di tranquillità". Suggerite azioni concrete e collaborazione con la Polizia locale

A seguito della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, estesa ai sindaci della provincia, il Prefetto Giancarlo Dionisi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la collaborazione istituzionale e di tradurre le analisi sulla sicurezza in iniziative concrete.

"Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica è un organo consultivo del Prefetto, una sede istituzionale di analisi, confronto e valutazione delle problematiche della sicurezza. Non distribuisce patenti di tranquillità, né ha il compito di certificare che tutto vada bene. Il suo ruolo è contribuire all’individuazione delle criticità e delle risposte necessarie per affrontarle. - ha commentato - Non sono mai stato un amante delle classifiche, perché i fenomeni criminali e sociali sono complessi e non possono essere rappresentati compiutamente da una graduatoria. Ma questo non significa che i dati possano essere ignorati o interpretati secondo convenienza. I numeri non si possono applaudire quando piacciono e contestare quando disturbano. Le statistiche richiedono sempre lo stesso rigore, soprattutto quando evidenziano problemi che chiamano le istituzioni alle proprie responsabilità".

Dal report del prefetto si ricorda, per esempio, che nel Comune di Livorno si concentra circa il 55% dei delitti denunciati nell’intera provincia, a fronte di una popolazione residente pari a circa il 47% di quella provinciale. Sono dati che devono essere contestualizzati, considerando anche le caratteristiche portuali, commerciali e turistiche del capoluogo, ma che richiedono comunque particolare attenzione.

"Le Forze di polizia assicurano quotidianamente, nell’intera provincia, un impegno straordinario nel controllo del territorio e nel contrasto alla criminalità. Ma la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. È indispensabile che anche le amministrazioni comunali facciano pienamente la propria parte, attraverso la Polizia Locale e l’utilizzo degli strumenti amministrativi di cui dispongono. Penso alle ordinanze per contrastare l’abuso di alcol, alla regolamentazione degli orari dei minimarket, ai controlli sugli esercizi commerciali, alla videosorveglianza, all’illuminazione pubblica, alla manutenzione degli spazi urbani e al contrasto delle situazioni di degrado e illegalità. - e ha aggiunto - Per quanto riguarda specificamente il Comune di Livorno, considero particolarmente importante assicurare una presenza della Polizia Locale anche nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 8 del mattino. È un’esigenza che ho già rappresentato in diverse occasioni, perché proprio nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino possono manifestarsi situazioni che richiedono controlli amministrativi, vigilanza urbana e un presidio qualificato del territorio. Non si tratta di sostituire le Forze di polizia, ma di affiancarne l’attività con le competenze proprie della Polizia Locale. La sicurezza integrata deve funzionare anche di notte, non soltanto durante il giorno. Un’attenzione particolare deve essere inoltre rivolta al contrasto dell’abusivismo alloggiativo, degli affitti irregolari, delle situazioni di sovraffollamento e di utilizzo illecito degli immobili. L’attività di controllo avviata a Livorno rappresenta un’iniziativa importante, che intendiamo estendere anche ad altre realtà della provincia, attraverso la collaborazione tra le istituzioni competenti".

Chiesto quindi ai sindaci di individuare, ciascuno per il proprio territorio, impegni operativi concreti per il futuro. Non semplicemente una ricognizione di quanto già realizzato, ma iniziative effettivamente attuabili, capaci di contribuire al miglioramento delle condizioni di sicurezza e vivibilità.

"La sicurezza non si costruisce con le rassicurazioni, ma con i fatti. Ed è sui fatti che le istituzioni devono essere giudicate", ha concluso il prefetto Dionisi.