Il Comune di Piombino ha avviato il percorso per la futura concessione di sette lotti di spiaggia tra Costa Est e golfo di Baratti già previste negli strumenti urbanistici, per la Costa Est nel piano particolareggiato del 2006 e per Baratti nel piano del 2012.
Ne parla il portale mondobalneare.it che definisce quello di Piombino "un metodo innovativo per la gestione delle gare". L’amministrazione infatti ha scelto infatti di realizzare prima la progettazione degli interventi e successivamente bandire le procedure di affidamento, in modo da definire con chiarezza gli obblighi a carico dei futuri concessionari. Dunque, i concessionari non saranno chiamati esclusivamente a gestire lo stabilimento balneare, ma dovranno anche dedicarsi alla tutela ambientale delle dune e alla rimozione di specie infestanti, la riqualificazione del retroduna e delle pinete, migliorare l’accessibilità con percorsi e scivoli, la realizzazione di servizi per i cittadini come aree picnic e rastrelliere per biciclette.Per mondobalneare.it si tratta di un’impostazione che punta a coniugare sviluppo turistico, sostenibilità ambientale e fruizione pubblica del litorale.
A rilanciare l'iter è stata l'assessora all'Ambiente Rossana Bacci che in post sui social ha parlato di "modello Piombino, laboratorio d’avanguardia nel panorama nazionale delle concessioni demaniali; un modello solido che sarà in grado di dare fiducia agli operatori del settore".
Il gruppo di opposizione Piombino Domani aggiusta il tiro. "Un’impostazione che viene presentata come innovativa, ma che in realtà non presenta novità rispetto al passato. Si tratta infatti di principi già ampiamente applicati da decenni proprio a Piombino, dove la collaborazione tra pubblico e privato ha portato non solo alla gestione delle concessioni, ma anche alla realizzazione di servizi, infrastrutture e interventi di valorizzazione ambientale lungo la costa. Gli Ambiti di Servizio della Costa Est che questa amministrazione ha ereditato, ne sono un esempio concreto: concessioni legate a precisi obblighi di investimento e cura del territorio, che hanno contribuito a costruire nel tempo un sistema integrato di fruizione e tutela del litorale. Ancora una volta, dunque, più che a un modello d’avanguardia, siamo di fronte alla riproposizione, con minore ambizione, di un’impostazione già sperimentata con risultati ben più rilevanti. Considerato inoltre che l’attuale amministrazione sta semplicemente dando attuazione a previsioni urbanistiche elaborate da chi li ha preceduti, non essendo riuscita, in sette anni, a dotarsi di una propria pianificazione organica della costa, viene spontaneo chiedersi dove fosse quando queste scelte strategiche venivano costruite".
"Dov’era quando il Comune realizzava gli Ambiti di Servizio in Costa Est, dove le concessioni balneari venivano assegnate insieme allo sviluppo di servizi nella zona retrodunale? Quello sì fu un modello concreto di integrazione tra pubblico e privato, capace di far nascere un sistema di servizi alla balneazione riconosciuto anche a livello nazionale. Dov’era quando, grazie alla stessa sinergia, prendevano forma interventi come la Lega Navale, il Teatro del Mare in Piazza Bovio e la Sorgente in Viale Amendola? Dov’era quando venivano realizzati i chioschi lungo la costa, compreso quello di Calamoresca, il Gatta Rossa, che oggi questa amministrazione ha scelto di chiudere? E dov’era quando, sempre attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, veniva sviluppato il più grande polo di acquacoltura d’Italia, con la messa a disposizione del porto Enel? Un patrimonio che avete semplicemente ereditato, frutto di oltre vent’anni di lavoro, programmazione e visione. Ci fa piacere che oggi si scopra l’efficacia di questo modello. Ma è bene ricordare che non si tratta di una novità. - si domanda Piombino Domani - Se manca la memoria storica di questo territorio, sarebbe opportuno evitare proclamazioni enfatiche. Magari limitarsi a interventi più modesti evitando di riscrivere una storia che non vi appartiene".