Attualità

Nuova petizione per il punto nascita di Piombino

A lanciare la petizione la ragazza che ha rischiato la vita per la mancanza di un ginecologo h24 all'ospedale Villamarina

"Ho rischiato la vita per la mancanza di un ginecologo h24 a Piombino, quando un'emoperitoneo da rottura di una tuba di Falloppio per gravidanza extrauterina mi ha colpito. Questo non è un privilegio che chiediamo; è una questione di sicurezza e diritto. Ogni donna in Italia, dalla metropoli di Milano alle isole come Lipari, merita di partorire senza timore", così Silvia Cini dopo aver raccontato la sua storia sui social ha avviato una petizione online per chiedere la modifica del Decreto Ministeriale 70, firmato da Renzi nel 2015, che oggi stabilisce una soglia di 500 parti all'anno per mantenere attivi i punti nascita. 

"Questa soglia è irragionevole e mette a rischio la chiusura dei punti nascita nelle aree disagiate, sulle isole e nelle zone interne, dove le distanze agli ospedali possono essere pericolosamente lunghe. Proponiamo di abbassare questa soglia a 300 parti all'anno per tali aree, prevedendo deroghe per le zone distanti più di 30 km dall'ospedale più vicino. - si legge nel testo a corredo della petizione online - La sicurezza delle madri e dei neonati deve essere una priorità: un punto nascita piccolo ma operativo è immensamente migliore di non avere alcun punto nascita".

"Inoltre, è fondamentale investire su personale preparato e garantire la presenza di una guardia medica h24, piuttosto che optare per una chiusura definitiva dei reparti. Le statistiche non raccontano tutta la storia; dobbiamo anche considerare i chilometri da percorrere e i tempi di arrivo ai servizi sanitari. - prosegue - Siamo a favore di un'Italia che protegge le sue madri e i suoi neonati, senza discriminare tra grandi città e aree meno accessibili. Firmate questa petizione per evidenziare l'importanza di questo cambiamento e garantire la sicurezza di ogni donna italiana nel momento più delicato della sua vita. Il vostro sostegno può fare la differenza".

Qui il link alla petizione online.