"E’ abbastanza evidente perché il sindaco Ferrari abbia sentito il bisogno di annunciare ieri un accordo con Rinascenza che, in realtà, risale al mese di Gennaio: vuole provare a ricompattare un elettorato sempre più disorientato, alla vigilia della manifestazione di sabato contro il rigassificatore e dopo la clamorosa uscita dalla maggioranza della lista Lavoro e Ambiente".
Così Sinistra Italiana - Avs ha commentato le recenti dichiarazioni del sindaco sul futuro della discarica di Piombino.
"La verità è che siamo di fronte all’ennesima giravolta di quelle che lo stesso dibattito cittadino ormai riconosce come cifra politica di questa amministrazione. L’amministrazione che si vantava di non autorizzare 'neanche un metro cubo in più' di rifiuti oggi accetta senza battere ciglio un aumento di 350mila metri cubi nelle discariche ex Lucchini ed ex Asiu. Esattamente lo stesso aumento che nel 2019 Ferrari negò a Rimateria, contribuendo in modo decisivo al suo fallimento. E qui sta il nodo politico, perché Rimateria, società a partecipazione pubblica controllata dai Comuni, aveva un piano che prevedeva la rimozione dei cumuli della LI53, il recupero dei materiali e lo smaltimento limitato dei non riciclabili. Un percorso difficile, ma orientato alla bonifica. Ma quel piano fu bocciato e Rimateria fu costretta a dichiarare il fallimento. Oggi, invece, con un soggetto privato, ciò che ieri era inaccettabile diventa improvvisamente possibile. Anzi, viene rivendicato come successo. Ferrari prova a raccontarla dicendo che quei 350mila metri cubi serviranno per le bonifiche e per gli scarti siderurgici. Ma anche qui la narrazione scricchiola: non è una conquista del suo accordo, era già previsto dagli atti regionali".
"E soprattutto resta il problema centrale, che questa amministrazione continua a rimuovere: le bonifiche sono ferme, e la produzione siderurgica è tutta da verificare. Tradotto: senza bonifiche e senza acciaio, quella discarica rischia di riempirsi ancora una volta con rifiuti che arrivano da fuori. Esattamente ciò che per anni Ferrari ha detto di voler impedire. Nel frattempo, - hanno concluso - la realtà è sotto gli occhi di tutti: Piombino continua a convivere con un’area gravemente compromessa dal punto di vista ambientale, con suoli e falde contaminati. Rimateria è fallita, Rinascenza fa quello che a Rimateria non fu concesso e anzi i cumuli della LI53, che avrebbero dovuto essere rimossi, sono stati di fatto scaricati fuori dall’accordo: rimarranno lì, a futura memoria di questi anni tragici di bugie".