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Acciaio e rifiuti, altri i quesiti su Rimateria

"Serve onestà intellettuale: se produrre acciaio è un obiettivo comune lo è anche lo smaltimento dei rifiuti". Per Fp Cgil altre le domande da fare

Continua il dibattito sulla questione Rimateria e per il segretario generale Fp-Cgil provincia di Livorno Giovanni Golino il clima è "da campagna elettorale". 

"Deve essere sempre garantita e sostenuta la partecipazione di cittadini e lavoratori ad ogni aspetto della vita comune, e lo strumento referendario ne è elemento da valorizzare e difendere, sempre. Nel caso di Rimateria, come Fp Cgil Livorno, giudichiamo i quesiti referendari errati, anzi fuorvianti, rispetto alle scelte reali a cui sono sottoposti i cittadini e i lavoratori di Piombino. - si legge in una nota - Il vero quesito referendario è se si vuole produrre acciaio: sì o no. Tutto il resto è strumento della campagna elettorale". 

Il rappresentante sindacale ha ricordato che tornare a produrre acciaio vorrà dire produrre rifiuti. "Quindi - ha aggiunto - ci sarà assoluto bisogno di una discarica, per quella frazione di rifiuti non riciclabile. Ecco perché non può essere messa in discussione l'azienda Rimateria".

"La discarica è oggi necessaria, per l’acciaio che verrà, e lo è per le bonifiche e per la demolizione del sito ex Lucchini, come non smette di ripetere la stessa Jindal. Chiarito che è volontà comune far ripartire la produzione metallurgica, a questo punto - si prosegue nella nota - il secondo vero quesito è se si vuole una discarica interamente privata, magari gestita direttamente dal produttore di acciaio, come già accaduto per decenni nella ex Lucchini, o se si preferisce una discarica che abbia all'interno della sua compagine societaria il pubblico. Ai due quesiti la Funzione Pubblica Cgil di Livorno ha due risposte chiare. Sì, vogliamo che si produca acciaio. Sì, vogliamo che ci sia rappresentato l'interesse pubblico all'interno della proprietà della discarica".

Detto questo la richiesta di iniziare a lavorare per le bonifiche. All'azienda la richiesta di impiegare la loro determinazione di avviare una collaborazione con le università toscane per la creazione di nuove e migliori metodologie di trattamento dei rifiuti. Ai comitati e alle forze sociali l'invito a incontrare le forze sindacali "per trovare insieme gli strumenti migliori che riescano a coniugare il rilancio industriale, la tutela ambientale e l’occupazione".