"Finalmente svelato il segreto di Pulcinella: Metinvest non è più in grado di guidare il progetto di Piombino".
Così il segretario di Sinistra Italiana - Avs Francesco Ghini è intervenuto commentando gli sviluppi emersi dall'ultimo incontro al Mimit sui progetti di rilancio del polo siderurgico piombinese.
"Il gruppo ucraino cerca soci industriali o finanziari per subentrare nella società costituita con Danieli: secondo il ministero le manifestazioni di interesse sono due e il termine per decidere è di otto settimane, cioè fine dicembre, alla vigilia della scadenza della cassa integrazione di gennaio. - ha evidenziato - Il Governo, che ha dichiarato il progetto 'di interesse strategico nazionale' deve allora dire con quali risorse lo porterà avanti se il socio non arriva, in che tempi e con quali garanzie. Eventualmente con l’intervento dello Stato nel capitale e nel CdA, dentro un piano siderurgico nazionale. Ma per questo servono un Ministro più consapevole di Urso e un governo intenzionato a governare le crisi anziché tirare a campare. La città intanto guarda attonita l’avvicinarsi di gennaio, ancora senza orizzonti chiari. In trent’anni ha atteso il gruppo russo, quello algerino, quello indiano e ora quello ucraino, restando ogni volta col cerino in mano. Siamo al fianco dei lavoratori che si mobilitano e sosteniamo la richiesta di chiudere entro dieci giorni l’aggiornamento dell’Accordo Quadro, per garantire gli ammortizzatori sociali oltre gennaio", ha evidenziato Ghini.
"Su Jsw le perplessità restano: - ha proseguito - il gruppo indiano non ha dato seguito all’accordo di programma del 2018 e ha materiali per oltre 50 milioni fermi nei capannoni. Intanto, detta l’agenda all’amministrazione comunale, con la variante urbanistica in corso.
Pochi giorni fa, inoltre, la Regione Toscana ha escluso il progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale, con 18 prescrizioni (leggi qui sotto l'articolo collegato). Il sindaco Ferrari, che tuonava per avere la VIA per il rigassificatore, ha accolto con favore il decreto, dimostrando ancora una volta quanto fosse strumentale il suo ambientalismo. Ma un’esclusione dalla VIA, per quanto condizionata, non è una patente di sostenibilità. Rimangono sul tavolo enormi questioni ambientali, dalla gestione delle bonifiche, all’approvvigionamento energetico, ai rifiuti, al consumo idrico".
"A sinistra dobbiamo dimostrare di aver capito i limiti dello sviluppo e la lezione del Novecento: non si può più fare nulla senza mettere al primo posto salute e ambiente. - ha sottolineato il segretario di Sinistra Italiana Avs - In tutto questo, il SIN conta circa 900 ettari e il progetto Metinvest, anche se andasse avanti, ne occuperebbe circa 200. Ne restano 700 che al momento stentano a trovare una collocazione, con falda da mettere in sicurezza, rifiuti industriali abbancati da decenni e impianti dismessi da demolire. Proponiamo di rovesciare l’impostazione: prima il recupero delle aree demaniali, poi la scelta di chi e come le utilizza, con soluzioni coraggiose per le bonifiche e per investimenti diversificati, definiti con il territorio: non solo siderurgia, ma logistica portuale ed energie rinnovabili. La direzione la sta tracciando ad esempio Baker Hughes, interessata a 20 ettari sul porto. Provate a immaginare la stessa lottizzazione dei 700 ettari al momento terra di nessuno. Piombino può riprendere in mano il proprio destino se si attiva su quei terreni, anziché aspettare il nuovo Prenditore di turno".