Cronaca

Addio a Maria Pia Gargalini

Era una persona molto conosciuta e per oltre 40 anni era stata la titolare dell'omonimo bar

Maria Pia Gargalini

È scomparsa all'età di 88 anni Maria Pia Gargalini. 

Persona conosciuta da tutti a Piombino, per oltre 40 anni è stata la titolare del bar "Maria Pia", in via Costa.

Maria Pia era un vero e proprio personaggio a Piombino, donna forte, eccentrica e indipendente.

Tanti i messaggi di cordoglio in città e sui social per la scomparsa della donna.

"Con dolore apprendiamo della scomparsa di Maria Pia Gargalini, una donna che ha rappresentato per 44 anni un punto di riferimento insostituibile per Piombino con il suo storico bar in via Costa. - ha scritto su Facebook il sindaco di Piombino Francesco Ferrari - Maria Pia non era solo una commerciante, ma un personaggio della nostra città. A nome mio personale e dell’Amministrazione comunale esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia e a tutti coloro che le hanno voluto bene".

Qui di seguito pubblichiamo un ricordo a cura dello scrittore ed editore Gordiano Lupi.

"Piombino da oggi è orfana di Maria Pia, che di cognome faceva Gargalini, anche se nessuno l’ha mai chiamata così, per tutti era la storica barista del locale Da Maria Pia, lasciato da circa dodici anni (giugno del 2014) nelle mani d’un giovane piombinese, pure lui scomparso. 

Tutti la ricordiamo a bordo d’una decappottabile gialla, anche se non serviva più il pubblico dietro il bancone del bar di via Costa, gestito per ben 44 anni. Maria Pia aveva scelto di smettere con il lavoro per non pagare altri contributi, visto che aveva lavorato e pagato abbastanza. Come darle torto? 

Visto il caratterino verace era persino impossibile, lei non aveva tempo per le malinconie, amava le moto, le auto sportive, le pettinature vistose e sfoggiava una chioma rossa impertinente, simbolo della sua totale indipendenza. Maria Pia era nata il 30 maggio del 1937 a Piombino nelle palazzine che lei chiamava “i Parioli della Magona”, scomparsi per far posto alla portineria aziendale. Il babbo era operaio della Magona e amava la musica, passione che ha condiviso con la figlia, soprannominata Shirley Temple (per via dei boccoli rossi) quando frequentava l’asilo Spranger e amava cantare, ballare, recitare. Maria Pia ha proseguito con il canto, a 16 anni ha vinto un concorso per una borsa di studio al Piccolo di Milano, ma ha abbandonato presto, le mancava troppo la sua Piombino. 

Non ha mai smesso di cantare alle feste e ai matrimoni, la sua passione nessuno gliel’ha tolta! Maria Pia era una ragazza attraente, ha lavorato per anni al Semaforo Rosso in via della Repubblica come capo confezioni uomo. Aulo Giuliani – un galantuomo che ci manca troppo – è stato il suo datore di lavoro e il suo Maestro, poi ha gestito il negozio di scarpe del Donati in via Antonio da Piombino.

Nel 1970 ha comprato il bar del ristorante “Il Toscano”, al tempo di gran moda, e lì è rimasta a fare la barista, anche dopo la chiusura del ristorante. Maria Pia ha inventato un aperitivo che tutti volevano assaggiare, ma gli ingredienti sono rimasti top secret, forse li ha detti a chi ha rilevato il bar, non lo sappiamo, ma per noi sarebbe impossibile tentare di replicarlo. 

Amava Piombino la nostra Maria Pia, per anni è stata un simbolo di questa città, sposata con Edro Donati, il padre della figlia Patrizia, poi separata, quindi unita a Renato Ginanneschi, che ha sempre definito come il suo grande amore. Maria Pia e Renato sono stati insieme 25 anni, ma nel 2000 un brutto male ha portato via il compagno e lei ha deciso di restare sola, anche se i corteggiatori non le sono mai mancati. Non ha mai portato la parrucca, i capelli rossi e ricci erano tutta roba sua, come gli occhi chiari. Maria Pia incedeva su tacchi altissimi per le strade di Piombino lasciandosi ammirare.

Ha fatto la moda in città, ha indossato i primi due pezzi, la prima cappa di pelliccia di leopardo, il primo montgomery. Fin da piccola voleva essere pettinata con i boccoli, pretendeva vestiti con le gale, catenina al collo e fiocco in capo. Per Maria Pia essere un po’ civetta era un obbligo esistenziale, questa cosa l’ha sempre rivendicata con orgoglio. Ricci rossi, fiori sui capelli, trucco vistoso e grandi gioielli colorati, dopo lunghi riti di cosmesi che cominciavano con sani lavaggi a base di acqua e sale. Ricorderemo Maria Pia dietro al bancone e nelle pause giocare a scopone scientifico, infine correre a bordo della Daiahatsu gialla decappottabile, capelli al vento, suonare il clacson in piazza Bovio. 

Ciao Maria Pia, rimpiangeremo i tuoi boccoli rossi e il tuo sorriso, sognando ancora dolci aperitivi…"