Politica

"Ancora all'anno zero della diversificazione"

Gelichi (Ascolta Piombino): "Quello che doveva fare il sindaco erano il Piano Strutturale e il Piano Operativo, basi per il rilancio"

Riccardo Gelichi

A proposito di diversificazione, Riccardo Gelichi di Ascolta Piombino ha commentato il bilancio di fine anno del sindaco Francesco Ferrari e della sua giunta.

"Aprirsi sempre di più a una cultura della diversificazione, ci dice il primo cittadino alla presentazione del bilancio di questi ultimi anni di governo, come se la colpa di essere ancora all’anno zero della diversificazione fosse dei piombinesi. - ha commentato - Ora, è vero che sui social spesso il piombinese usa accusare il vicino di casa di miopia politica e scarsa visione economica ma detto dal sindaco, diventa una dichiarazione banale quanto sterile. Tanto più che era lui che doveva diversificare, lo abbiamo sostenuto e votato per questo. Ferrari, nella sua esposizione delle cose fatte, prevalentemente manutenzioni e opere pubbliche, si dimentica di ringraziare Massimo Giuliani, grossa parte di quei progetti partono da quelli di prima. Opere pubbliche, peraltro poche, lasciate all’ultimo anno non per il Covid ma per tenere fresca la memoria alle prossime elezioni; il Covid viceversa, ha portato molti soldi nelle casse dei comuni, evidentemente spesi male". 

"Quello che invece doveva fare il sindaco erano il Piano Strutturale e il Piano Operativo, le basi urbanistiche per un possibile rilancio economico, che invece sono rimaste al palo, nonostante che il Pd ci avesse lasciato il Piano Strutturale già pronto, in attesa delle osservazioni e solo da approvare. - ha proseguito Gelichi - Ferrari si è dimenticato di spiegare ai cittadini perché non ha fatto né avviato una bonifica, perché sulle discariche si continua a conferire senza aver risolto il tema dei cumoli abusivi, si è dimenticato altresì di dirci perché ci siamo trovati in casa un rigassificatore senza uno straccio di compensazione. Sul turismo dentro la cinta urbana non abbiamo fatto un passo avanti, figuriamoci sul commercio. Per la nautica e la cantieristica continuiamo a traportare gli scafi sulla geodetica per vararli nell’ex porto Enel ma solo dopo aver sorbonato la bocca di un porto che ormai nessuno manutiene da anni. Il porto non vede ancora le aziende che potrebbero occupare i nuovi piazzali, soprattutto non vediamo ancora l’arretramento della fabbrica che potrebbe restituire aree urbanizzate e riutilizzabili dalla città". 

"Tutto ci viene calato dall’alto perché da questo territorio non arriva uno straccio di idea e di proposta e noi stiamo lì ad aspettare col cappello in mano. Insomma, alla fine con Ferrari abbiamo vinto un rigassificatore, nessuna bonifica, una discarica ancora operativa non più pubblica ma privata e la prospettiva di ben due forni elettrici, ma sono i piombinesi che devono aprirsi alla cultura della diversificazione, dice lui", ha concluso.