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​Andrea Cinquemani centrocampista stile Beccalossi

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi tratteggia il profilo di un altro volto storico del calcio cittadino

Andrea Cinquemani

Questa domenica vi presento Andrea Cinquemani, fresco direttore generale del Settore Giovanile di un Atletico Piombino che vuol tornare ai fasti d’un tempo, recuperando le categorie regionali perdute. 

Andrea nasce a Grosseto, il 7 novembre del 1961, quasi mio coetaneo, liceo scientifico e calcio nelle giovanili del Piombino, ai tempi in cui si parlava di Under 14 e in panchina sedeva il grande Roberto Innocenti, portierone del passato di cui abbiamo parlato. Cresce calcisticamente sotto la guida esperta di Giuliano Cioni - un calciatore che (prima o poi) devo raccontare, un allenatore tutto grinta e passione - sia negli Allievi Regionali, sia nel campionato Dante Berretti (gli Juniores della serie D) per due stagioni, fino alla prima squadra. Ricorda Andrea: “Una stagione facevo il sabato con la Berretti, allenata da Giuliano, e la domenica mattina andavo con gli allievi regionali allenati da Franco Cioni. Mi divertivo da morire, giocavo due partite in ventiquattro ore. Bellissimo”. Sono ricordi legati al 1979/80, ma anche ai precedenti 1977/78 e 1978/79, con il Piombino in serie D, le squadre minori affidate a tecnici preparati come i fratelli Cioni, che avevano calcato campi di calcio importanti ed erano bandiere piombinesi. 

Andrea debutta in Promozione il 12 ottobre 1980, al Magona, contro il Tuttocalzatura di Castelfranco di Sotto, gara vinta 1 a 0, gol di Da Mommio su rigore. Cinquemani rileva l’ala tattica Carlo Nudi a 11 minuti dalla fine, il suo ruolo è molto simile (da mezza punta) ma è la prima volta in un campionato “dei grandi” e il valido centrocampista ha soltanto 19 anni. È il primo anno in Promozione dopo la retrocessione dalla serie D, la società ha qualche problema economico dovuto agli ingaggi onerosi nei precedenti campionati semiprofessionistici, quindi si affida ai giovani. Capitan Luciano Bianchi - insieme a Raimondo Medda e Claudio Pallini - guida un gruppo di ragazzi che provengono dagli Juniores, diretti da un allenatore di fiducia, quel Giuliano Cioni che conosce i suoi uomini a menadito. Stagione che vede tra i protagonisti - oltre a Cinquemani - Da Mommio, Granucci, Tognarini, Rocchiccioli, Leoni, Ettori, Nudi, Presicci, Marsili, Bartalini, Panicucci e Guarguaglini. Il Piombino finisce al settimo posto, niente male vista la difficoltà di un campionato vinto dal Pontedera che stacca di una lunghezza il forte Ponsacco. Andrea Cinquemani gioca diverse partite, spesso entra nel secondo tempo, si toglie qualche soddisfazione e si mette in luce per grandi qualità tecniche. La seconda stagione di Andrea nel Piombino è la successiva (1981/82), sempre Promozione, piazzamento finale ancora settimo posto, con il Rosignano Solvay promosso in serie D. Allenatore per tre mesi Emilio Reami, esonerato tra il primo e il secondo tempo, dopo la ormai storica frase “le punte valle a comprare dal Bientiensi!” (era Piombino - Venturina 2 a 0 del 21 febbraio 1982 - Da Mommio su rigore, raddoppia Fenzi a due minuti dal termine), che il vulcanico mister grida a uno spettatore. Torna Giuliano Cioni in panchina per guidare ragazzi che ha sempre allenato, dopo aver gestito gli Juniores e fatto il secondo a Reami. Il Piombino prepara la vittoria del campionato - che arriva puntuale nel 1982/83 - con nuova gestione presidenziale che vede Lelio Billeri (prestanome di Aulo Giuliani) prendere il posto di Irio Camarri. Una stagione di transizione per lanciare giovani.

Ricorda Cinquemani: “Nel 1982 venne Lamberto Pazzi e si portò dietro alcuni giocatori. Nel mio caso aveva dei dubbi perché mi aveva visto disputare una partita al Passalacqua nella quale giocai mezzo infortunato. Ebbene, sarei potuto restare in categoria (Promozione), avevo richieste interessanti, ma non me ne importava niente. Scesi in Seconda Categoria perché a Suvereto c’erano già Cardinali, Guarguaglini, Pellegrini, amici ai quali ero affezionato; dopo il primo mese venne anche Franco Cioni allenatore. Stavo benissimo, mi divertivo e non m’interessava la categoria”.

Andrea gioca nel Suvereto, in Seconda Categoria, dal 1982/83 al 1985/86. Peccato solo perché lascia il Piombino nell’anno dell’ultima promozione in Serie D. In tre stagioni gioca circa settanta partite con la maglia bianco verde e segna tre reti. Si tratta di una signora Seconda Categoria, siamo negli anni Ottanta e i campionati dilettanti sono seguiti da pubblico, giornali e radio private. Non parliamo della Promozione, dirlo adesso a un ragazzino non ci crede, ma al Magona non si giocava mai con meno di mille spettatori a vedere la partita.

Sentiamo ancora Andrea: “Nel 1986 mi sono sposato, dopo poco è nata la mia prima figlia Giulia. Lavoravo e facevo il turno spezzato, a quei tempi le squadre di calcio si allenavano alle 15, non come ora che si allenano alle 19, per me era impossibile stare con la squadra durante la settimana. Iniziai a giocare nel Mobil Gronchi (la Juventus dei campionati amatori, nda), sono stati gli anni più belli e divertenti. Perché il mio limite più grande è sempre stato quello di non essere ambizioso, giocavo solo ed esclusivamente per divertirmi, preferivo le trasferte alle partite in casa perché stavo tutto il giorno con i miei amici. Non vivevo di condizione atletica, tecnica o tattica, se le condizioni mi erano favorevoli e mi divertivo, ero quasi imprendibile, viceversa, accusavo le pressioni, i campi brutti e sterrati, gli avversari che marcavano a uomo, gli allenatori che pensavano solo al risultato, insomma, non per caso il mio idolo era Evaristo Beccalossi, calciatore al quale un poco assomigliavo”.

Andrea Cinquemani, un centrocampista dai piedi buoni con il vizio del gol, come lui stesso ci ha detto, quando era in giornata non ce n’era per nessuno, il suo maggior difetto la mancanza di costanza, il suo miglior pregio l’imprevedibilità.

Vediamo in sintesi la carriera come allenatore. Scuola Calcio del Salivoli, su invito del grande Gilberto Allori. Allena i bambini fino al 2008, poi Spagnesi - neo Presidente del Piombino - lo chiama per rifondare il Settore Giovanile nerazzurro. “Non potevo dire di no”, afferma Andrea. “Allenavo giovanissimi, allievi e riuscii a salvare la juniores regionale, presa a novembre ultima in classifica e salva all’ultima giornata con una vittoria al Magona per 2 a 1; inoltre ero responsabile del settore giovanile. Anni proficui e di grandi soddisfazioni. Vittorie nel campionato provinciale juniores, poi quello regionale (sempre juniores), un secondo posto con gli allievi, sopratutto la possibilità di avere squadre che partecipavano a quasi tutte le categorie giovanili. Un risultato inaspettato fino a pochi anni prima”.

Nel 2014 Andrea torna al Salivoli - sempre su invito di Gilberto - dove riveste un doppio ruolo di allenatore e direttore tecnico di tutta la società. Allena dai giovanissimi agli allievi, fino alla prima squadra, ottenendo (nel 2023) il record dei punti fatti dal Salivoli in un campionato di Seconda Categoria e sfiorando per un punto i playoff.

Sentiamo ancora la sua voce: “Nel 2024 sono stato chiamato dai vecchi amici di Suvereto per rifondare la prima squadra. Sono andato portandomi dietro tanti ragazzi piombinesi che mi hanno seguito con affetto e fiducia. Dopo due anni intensi e difficili, ho deciso di smettere di allenare, comincio a durare troppa fatica sia fisica che psicologica. Spagnesi mi ha voluto di nuovo al Settore Giovanile del Piombino, ho accettato, ma solo come responsabile, non voglio alcuna panchina”.

Non resta che augurare in bocca al lupo ad Andrea Cinquemani per questa nuova esperienza! I ragazzi del Piombino sono in buone mani.