Politica

Armi nei porti toscani, mozione Avs per chiedere trasparenza

Il consigliere regionale Lorenzo Falchi: "Il nostro territorio non può e non deve diventare un corridoio per il trasporto delle armi"

Il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale ha depositato una mozione, a prima firma del consigliere Lorenzo Falchi e sottoscritta da Fallani e Ghimenti, che chiede alla Regione Toscana di rendere trasparenti i transiti di armamenti e materiale esplosivo nei porti toscani. Il testo sarà votato nelle prossime settimane.

Nella mozione si esprime contrarietà alla progressiva trasformazione dei porti di Piombino, Livorno e Marina di Carrara in snodi strategici del commercio e del traffico di armamenti e materiali esplosivi, a fronte del depotenziamento delle ordinarie funzioni commerciali, turistiche e civili. Alla base c'è il crescente transito di armamenti nella regione, anche a partire dalla base americana di Camp Darby, in prossimità dei porti di Livorno e Piombino, nota per essere il più grande deposito di munizioni e materiale bellico statunitense fuori dai confini degli Stati Uniti.

Il documento impegna la Giunta a istituire uno strumento di raccolta e sistematizzazione delle informazioni richieste e acquisite dai soggetti istituzionali interessati sul transito di materiale bellico in entrata e in uscita dai porti toscani, con una periodica restituzione dei dati raccolti al Consiglio regionale.

"La richiesta - hanno spiegato in una nota - nasce anche dall'aumento delle esportazioni di armi italiane, che negli ultimi cinque anni è stato del 157%, collocando il nostro Paese al sesto posto a livello globale con una quota del 5,1%. Alla preoccupazione del gruppo si aggiunge quella dei lavoratori portuali, che da anni promuovono scioperi e presìdi, attraverso piattaforme sindacali e della società civile, per contestare il transito di mezzi destinati al carico e scarico di merci classificate come esplosive. L'ispirazione della mozione viene dalla sentenza del TAR di Bologna del primo luglio, che ha obbligato l'Agenzia delle Dogane di Ravenna a rilasciare parzialmente i dati sul traffico di armi nei porti dell'Emilia-Romagna, a seguito di un'istanza di accesso civico della giornalista Linda Maggiori".

"La Toscana deve promuovere la pace, non limitandosi a enunciare il principio costituzionale del ripudio della guerra, ma presentandosi come una regione operatrice di pace attraverso azioni concrete. - ha dichiarato Falchi - Dobbiamo costruire una consapevolezza culturale e politica volta a contrastare questo fenomeno. Bisogna dotarsi di strumenti di controllo e verifica delle merci e dei capitali che transitano nel nostro Paese".

Non è la prima iniziativa di questo tipo: sulle stesse basi Falchi ha depositato una mozione per introdurre procedure di due diligence sui capitali esteri investiti in Toscana, dopo il caso emerso a Ribolla di un'azienda israeliana, in lizza per la costruzione di un agrivoltaico e segnalata nella watchlist ONU delle compagnie che operano nei territori palestinesi occupati.