"Luglio 2026: Doveva essere il termine inderogabile per l'uscita della nave dal porto (vedi gli atti amministrativi specifici e anche la Sentenza TAR Lazio n. 1279/2024). •11 MARZO 2026: Il Governo approva la proroga sine die (D.L. 32/2026). Nessuna scadenza. La nave resta".
Lo scrive il Comitato Salute Pubblica che protesta contro la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino.
"Oggi quel limite è stato spazzato via da una proroga sine die imposta dal Governo, condannando Piombino a restare l'unico caso al mondo con un impianto industriale a rischio di incidente rilevante (Seveso III) attivo a due passi dalle case e completamente privo di vie di fuga adeguate. - prosegue il Comitatl - Di fronte a questa forzatura nazionale, il punto politico più grave e inaccettabile riguarda la clamorosa retromarcia della Giunta comunale e del Sindaco Francesco Ferrari. Allontanare la nave era stato il perno indiscusso della sua campagna elettorale e delle sue stesse promesse ufficiali in Consiglio Comunale come l'impegno solenne assunto lo scorso 2 Dicembre 2025, in cui garantiva battaglia intransigente per impedire qualsiasi permanenza oltre la scadenza".
"Oggi, tuttavia, - aggiunge il Comitato - nonostante il territorio si sia mobilitato attraverso la raccolta di 4000 firme e si sia stretto attorno al fronte unito di 14 Sindaci della costa, tutta la politica locale tace".
"Non ci risulta sia stato dato seguito a questi intenti sebbene siano stati numerosi gli atti pubblici che facessero presumere azioni concrete. - prosegue il Comitato - Per questo motivo si ritiene necessario che alle parole e alle promesse seguano immediatamente i fatti concreti: 1. Trasparenza totale sulle azioni legali: resoconto sulle iniziative intraprese o che si intendono intraprendere per opporsi alla proroga del Governo. 2. La convocazione urgente di un Consiglio Comunale aperto e monotematico. I cittadini non dimenticano. Assumetevi le vostre responsabilità!".