Anche il portavoce di Ascolta Piombino Riccardo Gelichi si inserisce nel dibattito rilanciato attorno al futuro del Casone di Baratti alla notizia del ritorno sul mercato di questo complesso storico.
"Rifondazione comunista lancia la suggestione di un complesso pubblico di divulgazione culturale e storica; un’idea ideologicamente scontata per il soggetto promotore, quanto profondamente illusoria e iniqua. Per la proposta di rifondazione mancano due cose: un progetto e le risorse economiche, sia per la realizzazione che la manutenzione ordinaria, dato per scontato che il promotore possa essere il Comune di Piombino. - ha commentato Gelichi - Il paradosso più evidente della proposta pubblica è lo sbilanciamento delle risorse impiegate che ne determinerebbero un uso pubblico ingiusto, perché in una città dove mancano servizi alla persona, la pulizia è scarsa, le strade piene di buche e un impianto idrico da rinnovare, un Comune non può pensare di spendere svariati milioni di euro in attività culturali su una spiaggia nel golfo più bello della Toscana".
Una alternativa, secondo Gelichi, poteva essere un progetto della Parchi Val di Cornia che avrebbe potuto prevedere quell’area in uso foresteria. "Per fare ciò però, ci sarebbe voluto un lavoro politico e tecnico che non abbiamo mai percepito, vista l’assenza di qualsiasi visione della maggioranza".
"Come lista civica Ascolta Piombino, siamo comunque favorevoli ad un recupero conservativo a scopo turistico ricettivo di natura privata, come le previsioni attuali prevedono; questo darebbe decoro e sarebbe un ottimo volano economico per il territorio. Magari accompagnato da una politica volta ad una minore antropizzazione veicolare del golfo", ha concluso Gelichi.