Attualità

"Ci opponiamo all'utilizzo bellico del porto"

Il coordinamento locale delle Donne in nero lancia un nuovo appello agli operatori portuali affinché si rifiutino di movimentare armi

Torna nel porto di Piombino una nave ro-ro che trasporta armi e strumenti logistici. Così il coordinamento locale delle Donne in nero ancora una volta torna ad opporsi all'utilizzo bellico del porto e lanciano un appello agli operatori portuali affinché si rifiutino di movimentare tali materiali.

"Consideriamo gli operatori portuali vittime, loro malgrado, di un mondo sempre più mercificato e la nostra speranza torna verso un loro gesto di rifiuto della condivisione della catena di trasmissione che alimenta logiche di guerra. - hanno commentato in una nota - Il mondo che pare oggi in balia delle emergenti élites neoliberiste può trovare una controregia: crediamo che questa possa partire anche dal rifiuto di movimentare strumenti di logistica militare e/o armi. Crediamo che un ritrovato orgoglio, una idea diversa di convivenza civile e pacificata, possa partire dal mondo del lavoro, della cultura, dalle donne, e da tutte quelle persone che vogliono creare una società diversa fondata sul rispetto dei diritti sociali e civili. Questo può avvenire solo all’interno di società che mettono al bando qualunque logica di guerra e di spesa ad essa dedicata".

"Il popolo palestinese è sempre stato un simbolo di resistenza e spetta a noi riuscire, a sostenere sempre il suo diritto di esistenza. Dobbiamo però allargare lo sguardo sulle guerre ad iniziare da quella che sta nel cuore dell’Europa, sforzandoci di leggerne i contorni, avere la costanza di ricercare collegamenti e finanziatori: dobbiamo tenere alta l’attenzione. Noi pensiamo che un sistema alternativo al capitalismo finanziario possa essere pensato e lentamente, costruito", hanno concluso.

Un appello che anticipa l'iniziativa internazionale annunciata per il 6 Febbraio dal titolo "I portuali non lavorano per la guerra".