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Cinquantasei anni di un Benemerito Salivoli

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi ripercorre 50 anni di storia sportiva

Foto tratta da "Da Gibo al Cinquantesimo - Salivoli Calcio" di Giovanni Gualersi, il campo del Vallone

Il Salivoli nasce nel 1970, da un’idea di Gilberto Allori, sostenuto dai fratelli Pier Luigi e Mauro, che cerca di riunire i ragazzi del quartiere attorno a una struttura d’altri tempi, un campetto di calcio in località Vallone, proprio davanti ai Lombriconi, senza docce (“il bagno si fa a casa”), solo con alcune cannelle e uno spogliatoio in lamiera. Al Vallone la domenica mattina si disputano partitelle non ufficiali, tra squadrette improvvisate, gestite da volontari, persone come Dino Paladini, uno dei primi collaboratori della famiglia Allori per mandare avanti una sorta di scuola calcio, che diventa scuola di vita. Don Vito è così entusiasta dell’idea che forma lui stesso una squadra chiamata Parrocchia di Salivoli, anche per convincere i ragazzi a frequentare la messa domenicale. Il movimento cresce, molti nomi fanno diventare il Salivoli una piccola società di calcio: Mario Fabbri, Flavio Nardi, Mauro Luci, Gastone Bonistalli, Emilio Loffredi, Sergio Ambrogini, Sergio Longinotti, Duglas Benini, Piero Angiolini, Sergio Bensi, Daniele Ballucchi, Fabrizio Pennati (gestore del Bar Falcone, prima sede per le riunioni). L’iscrizione della società ai campionati giovanili avviene nel 1970, quando la sede si sposta al Quartiere Salivoli. La Coop e il Semaforo Rosso (del grande Aulo Giuliani) donano palloni e corredi permettendo al Salivoli di disputare un campionato Giovanissimi indossando maglia bianca con V nera centrale e pantaloncini neri. La squadra di Gilberto Allori si piazza penultima, poco prima del Trastevere, perché si allena in un campo troppo piccolo, nel secondo tempo ai ragazzi manca il fiato per resistere agli avversari. Nel 1972/73 le partite casalinghe si giocano nel mitico campino Marrone, il sussidiario adiacente al Magona - sacrificato sull’altare di un parcheggio - dove il Salivoli disputa diversi campionati, dai Pulcini agli Esordienti, passando per i Giovanissimi. A questo punto la società comincia a chiedere un campo di calcio autonomo, rifiutando la struttura di Fiorentina - abbandonata da tutti! - troppo distante dalla città e dal quartiere. Il campo di Calamoresca diventa una realtà grazie al lavoro dei volontari che passano i giorni di festa e il tempo libero a spianare la zona concessa, disboscare e costruire le strutture necessarie. Comincia a prendere forma il futuro Marianelli, campetto provvisorio fin dal 1976 (inizio lavori), consegnato solo nel 1985, inaugurato dal sindaco Benesperi con una manifestazione voluta dai Veterani Sportivi. Rolando Marianelli - il primo piombinese a giocare in serie A (Pro Patria 1929/30) - è il nome che Bruno Mochi e altri uomini di sport decidono per il campo di Calamoresca. Gilberto Allori accetta con entusiasmo e la favola di una società di puro settore giovanile a Piombino può avere inizio!