Anche la Fit-Cisl è intervenuta sulla questione del rigassificatore a Piombino ponendo l'accento sulla situazione portuale, evidenziando l'impatto positivo sul fronte lavorativo per l'area portuale a fronte di una criticità strutturale.
"Un tema complesso, che coinvolge molteplici aspetti: ambientali, economici, infrastrutturali, ma soprattutto occupazionali. - hanno commentato - Come FIT-CISL riteniamo doveroso entrare nel merito con serietà, responsabilità e realismo, partendo da un’analisi oggettiva dello stato in cui versa oggi il porto di Piombino. Un porto in difficoltà strutturale: nonostante le promesse di rilancio e gli investimenti fatti, la realtà del porto di Piombino negli ultimi anni è quella di un’involuzione. I traffici marittimi, anziché aumentare, hanno subito una contrazione. La siderurgia, su cui si puntava come motore di sviluppo, che ancora non decolla. Il traffico passeggeri si è ridotto sensibilmente. Sono venuti meno i collegamenti di merci con la Sardegna, compromettendo ulteriormente l’operatività del porto. La FIT-CISL non difende la Golar Tundra (oggi, Italis Lng, ndr) per partito preso, ma per l’impatto positivo che – nei fatti – ha avuto sulla tenuta occupazionale del porto. Siamo pronti a confrontarci su qualsiasi proposta alternativa, ma ad oggi non vediamo soluzioni credibili in grado di sostituire il contributo concreto dato da questa attività".
"Per questo - hanno proseguito dal sindacato - chiediamo alle Istituzioni e alla politica di aprire un tavolo costruttivo e concreto per discutere della permanenza del rigassificatore a Piombino, superando contrapposizioni ideologiche e prendendo in considerazione l'interesse del territorio e dei lavoratori. Il futuro del porto passa dalla verità, non dalla propaganda. Occorre dire la verità ai cittadini e ai lavoratori: senza un progetto industriale forte, senza il rilancio della siderurgia e senza traffici costanti, il porto di Piombino rischia di implodere. La permanenza del rigassificatore può garantire il tempo necessario a costruire una vera alternativa, a patto che sia chiara, finanziata e realizzabile. Nel frattempo, non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro e servizi, né di continuare a vivere in una perenne campagna elettorale sulla pelle di chi lavora".
"Comprendiamo che la presenza della nave rigassificatrice susciti un dibattito articolato, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale e la pianificazione energetica nazionale. Tuttavia, non si può ignorare il ruolo essenziale che essa ha avuto nell’evitare il collasso occupazionale del porto di Piombino. Inoltre, - hanno proseguito - dopo numerose verifiche da parte degli organi competenti, si può affermare con ragionevole certezza che: non vi sono elementi concreti che dimostrino impatti ambientali negativi provocati dalla Golar Tundra; la sua presenza non ostacola né limita l’ingresso di altre navi o servizi nel porto".
"I lavoratori e le lavoratrici del porto, così come le imprese portuali, chiedono certezze. Non possiamo continuare a vivere in un clima di incertezza che blocca investimenti, programmazione e sviluppo. La FIT-CISL continuerà a farsi portavoce delle istanze dei lavoratori portuali, difendendo il diritto al lavoro, alla dignità e allo sviluppo del territorio", hanno concluso.