Sinistra Italiana - Avs è tornata sulla questione della crisi idrica a Piombino e in Val di Cornia dopo l'assemblea di mercoledì scorso.
"L'esito conferma quanto denunciato da Sinistra Italiana AVS nei giorni precedenti: nessuna risposta operativa, nessun impegno verificabile, nessuna data. Una mentalità aziendalista che non può essere accettata da parte di ASA e un sostanziale disimpegno da parte del Comune. - hanno commentato in una nota - In apertura, infatti, il sindaco Ferrari ha dichiarato che la soluzione dei disservizi non rientra tra le competenze del Comune. È lo stesso argomento a cui avevamo già risposto prima dell'incontro: il Comune di Piombino è socio quotista di ASA S.p.A. e siede nell'Autorità Idrica Toscana, l'organismo che il 25 Ottobre 2024, con la delibera n. 15/2024, ha fissato le tariffe oggi in vigore. Per incidere però il Comune dovrebbe partecipare alle riunioni. Cosa che non ha fatto, non potendo quindi esercitare le sue competenze".
"ASA e amministratori hanno presentato dati tecnici sulla situazione idrica della Val di Cornia, indicando come soluzione la messa a regime del dissalatore dell'Elba (collaudo previsto entro il 2026, ndr) e l'installazione di un ulteriore dissalatore a Piombino (in fase di ricerca fondi, ndr). - hanno poi aggiunto - Sinistra Italiana AVS non condivide questa impostazione: il dissalatore non incide sul problema strutturale delle perdite di rete, ferme al 30% su una rete di 3.700 km, a fronte di una soglia fisiologica del 20% dichiarata dalla stessa ASA. Moltiplicare gli impianti di dissalazione senza intervenire sulle condotte significa continuare a disperdere la risorsa prodotta, a costi crescenti per la tariffa. Alla riunione la protesta di cittadini e amministratori di condominio è stata netta: interi palazzi restano senza acqua ai piani alti, e l'acqua, hanno ribadito i presenti e non possiamo che concordare, è un bene pubblico, non una risorsa da razionare in base alla pressione disponibile, né una concessione che ci viene fatta. Nel corso dell'incontro abbiamo ribadito che il Comune di Piombino, essendo il secondo maggior socio della parte pubblica di ASA, deve esercitare i diritti che questo ruolo comporta, pretendendo risposte sugli investimenti pubblici invece di assecondare la volontà di ASA di scaricare la responsabilità sui privati attraverso le autoclavi: su questo tema abbiamo proposto un contributo comunale sovvenzionato per l'installazione, come misura di sollievo immediato per le famiglie che oggi restano senza acqua. Lo diciamo con chiarezza però: questa misura è e resta un palliativo. Non risolve il problema di fondo, cioè la dispersione della risorsa lungo una rete che ASA non rinnova a un ritmo adeguato, e non sostituisce la nostra richiesta di sconti e risarcimenti automatici in bolletta per le utenze con disservizio documentato".
Dunque, Sinistra Italiana Avs ha confermato integralmente le richieste avanzate prima dell'assemblea: trasparenza pubblica sul credito del Comune verso ASA e sul suo utilizzo come leva negoziale; un piano di investimenti reale sulle perdite di rete, quantificabile in 35-45 milioni di euro l'anno a fronte dei circa 3,5-4 milioni attualmente stanziati nel piano 2024-2029 (21,54 milioni su un totale di 251 milioni, meno del 9%); la fine del silenzio del Collegio di Sorveglianza di ASA, il cui Presidente non ha mai preso posizione pubblica sui disservizi; sconti e risarcimenti automatici in bolletta per le utenze con disservizio documentato; chiarezza sulla ripartizione dei costi della condotta sottomarina Piombino-Elba (oltre 37 milioni), la cui domanda stagionale è legata a un modello turistico che non può gravare sulle utenze piombinesi; l'avvio di uno studio di fattibilità per la ripubblicizzazione di ASA entro la scadenza della concessione (31 Dicembre 2031), sul modello di Publiacqua.