In queste ore il sindaco di Piombino ha dato la notizia che Rinascenza Toscana non ha più interesse al progetto di raddoppio della discarica, dunque l'area della Li53 resta fuori dal progetto industriale della società.
"Forse dimentica che il raddoppio era già sventato da tempo con gli atti. - ha commentato Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) - Quindi non possiamo che trasecolare e chiederci: minaccia sventata da cosa? Rinascenza Toscana non era interessata alla Li53 e lo dimostrano le dichiarazioni di Marco Vergero, portavoce di Rinascenza Toscana".
"Ricordiamo che la Li53 è una discarica industriale abusiva per la quale il Ministero dell’ambiente aveva chiesto la messa in sicurezza permanente, quindi l’intervento sarebbe stato ambientalmente auspicabile. - ha ricordato Gelichi - Bisognerebbe anche capire se la partita Lì53 sia definitivamente chiusa, visto che rientrerà nelle competenze del curatore fallimentare. I volumi a cui è interessata Rinascenza Toscana sono oltre i residui ex Asiu già impiegati, quelli del così detto cono rovescio e la riprofilatura della discarica ex Lucchini, il tutto per un volume di 410 mila metri cubi. Guarda il caso lo stesso Piano Industriale della ex partecipata del Comune di Piombino Rimateria".
"Alla fine cosa abbiamo? Tralasciando la totale cecità su dove andranno collocati i futuri rifiuti industriali, sempre se ci saranno, tralasciando anche il futuro della destinazione dei rifiuti industriali abusivi della 36 ettari; abbiamo perso il controllo pubblico sulla gestione della discarica con il fallimento di Rimateria. Restano inoltre: una discarica ancora operante anche con rifiuti non strettamente industriali e il totale disinteresse per la bonifica messa in sicurezza della Lì53. Non solo il trionfalismo è fuori luogo ma assume il colore di una beffa", ha concluso Gelichi.