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La scuola si-cura, studenti in sciopero e si accende il dibattito

Lo sciopero di venerdì per contestare gli effetti della legge Valditara che riorganizza l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole

A Piombino, la mobilitazione degli studenti contro le restrizioni all'educazione sessuo-affettiva introdotte dal Ddl Valditara ha avuto una grande partecipazione, aprendo un dibattito tra studenti, sindacati e forze politiche locali.

Gli studenti coordinati dai collettivi dell'istituto Carducci-Volta-Pacinotti e dell'Isis Val di Cornia si sono ritrovati fuori gli istituti di via della Pace venerdì 9 Ottobre. Hanno contestato la legge Valditara che vieta l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell'infanzia ed elementari e la subordina all'obbligo del consenso scritto dei genitori nelle scuole secondarie.

Il sindacato locale dell'Unione sindacale di base si è schierato al fianco degli studenti.

Opposta la posizione del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Davide Anselmi che in un post Facebook ha contestato la manifestazione degli studenti. "Hanno tutto il diritto di manifestare, esprimere le proprie idee e dissentire. - ha commento - Ma il diritto di manifestare non può diventare il pretesto per una strumentalizzazione politica da parte della sinistra, a senso unico e senza contraddittorio dove una tesi (la loro) si dà per acquisita senza discussione. Nel merito, il DDL Valditara introduce principi che riteniamo condivisibili: il consenso informato delle famiglie sui percorsi di educazione sessuo-affettiva e una maggiore attenzione al ruolo educativo dei genitori. La scuola deve essere un luogo di istruzione, crescita e confronto, nel rispetto dell'età degli studenti e delle responsabilità delle famiglie. Il consenso informato è una garanzia fondamentale, perché permette ai genitori di conoscere i contenuti dei percorsi proposti ai propri figli e di esercitare consapevolmente il proprio ruolo educativo. Non significa negare l'importanza dell'educazione affettiva, del rispetto reciproco o della prevenzione della violenza. Significa assicurare trasparenza, informazione e rispetto delle famiglie, evitando che temi delicati diventino terreno di imposizioni ideologiche. Per questo riteniamo la legge Valditara una misura equilibrata e di buon senso, che merita di essere discussa nel merito, senza slogan e senza demonizzazioni. Ci preoccupano, invece, le parole del sindacato Usb Scuola di Piombino che definisce le direttive del Governo 'autoritarie e oscurantiste' e parla di giovani 'disertori e ribelli'. I ragazzi non hanno bisogno di essere arruolati nelle battaglie politiche degli adulti".

Sempre sui social ha risposto il consigliere di Rifondazione Comunista Dario Filippi. "Leggo che qualcuno della maggioranza in città se la sia presa per la manifestazione degli e delle studenti di ieri mattina, sull'educazione sessuoaffettiva e la loro critica aperta contro il ministro Valditara. Il sottotesto è il solito, da reprimenda dal pulpito, refrain della sinistra che strumentalizzerebbe questi poveri e ingenui ragazzi, motivati ma che non si applicano. Dispiace che, come al solito, non si comprenda che questi ragazzi siano dotati di una preparazione e di una coscienza che mancano ad altre fasce della popolazione, alle quali si dovrebbe chiedere un po' più di maturità - siamo sull'orlo della terza guerra mondiale - e che sanno valutare per conto proprio ciò che gli succede intorno. Si legge, inoltre, che si chiederebbe un contraddittorio in piazza con questi ragazzi. Chiedo io, di rimando: ma voi, quando vostri ministri di destra hanno fatto questa riforma, li avete sentiti questi ragazzi, a cui ora chiedete un posto nelle loro piazze? Glielo avete chiesto, quando serviva, se erano d'accordo o no? No, non lo avete fatto. Voi che avete la forza di governare - o di comandare, come piace a voi - un contraddittorio con questi ragazzi non l'avete avuto, ma pretendete di essere, ora, nelle loro piazze a spiegare a conti fatti. Infine, una cosa che non politicamente, ma umanamente non capirò mai: ma che cosa vi dà tanta noia nel lasciare a questi ragazzi e ragazze i loro spazi di libertà, di autonomia, di libera espressione? Ma che cosa vi fa così tanto prudere nel vedere un centinaio di ragazzi che esprimono il proprio libero dissenso?".