Attualità

​Elegia per Fabio Mussi

Lo scrittore locale Gordiano Lupi ha dedicato un componimento ricordando Fabio Mussi e l'eredità politica e umana che ha lasciato

Siamo nati in una città

che ha dato i natali a politici veri.
Enzo Polidori, Rolando Tamburini.

Sabato ne seppelliremo un altro.

Mussi era un comunista vero.
Uno che non si è mai vergognato
della bandiera rossa,
della falce e del martello,
di cantare Bella Ciao,
anzi, ne era orgoglioso.

Scelte condivise o meno,
dopo l'89,
i congressi, gli scioglimenti,
i nuovi partiti.
Resta un uomo vero,
un politico in mezzo alla sua gente.

Sognava, da vero comunista,
una società nuova,
fondata sulla pace,
sull'uguaglianza,
sulla libertà dei popoli
dallo sfruttamento.
Sognava il socialismo.
Ma sapeva,
quanto fosse complicato
nella realtà contemporanea.

Fabio Mussi.
Un vero quadro dirigente del partito.
Intelligente, ironico,
rigoroso, autonomo, colto.
Segnato dalle lotte
della classe operaia piombinese,
fosse la crisi della Magona,
come la chiusura della Lucchini.

Il figlio di babbo Nolano e di mamma Silvana.
L'uomo sempre dalla parte dei lavoratori,
dei loro diritti,
insieme a loro nei blocchi ferroviari
per la difesa delle acciaierie,
nel 1991.

E poi le scelte.

Il Partito Democratico non fa per te.
"Compagni, io mi fermo qua."
Non sei mai stato un neoliberista.
Non sei mai stato un opportunista.

Piombino,
devastata dalla crisi industriale,
dalla perdita di un movimento operaio,
del partito guida, dei suoi valori,
una piccola città di mare e di acciaio
che adesso ti accoglie
e ti saluta.

Un saluto che ci riporta
al compagno Berlinguer
e al suo sogno libertario.