Politica

Emergenza abitativa, le proposte di Noi Moderati

Il responsabile del Dipartimento Nazionale Casa e Politiche Abitative Marco Macchioni ha firmato una serie di proposte indirizzate alla Regione

Marco Macchioni

Arrivano dal responsabile del Dipartimento Nazionale Casa e Politiche Abitative di Noi Moderati Marco Macchioni una serie di proposte rivolte alla Regione Toscana. 

"I dati ISTAT sulla povertà assoluta in Italia evidenziano che sono circa un milione le famiglie povere in affitto, corrispondenti al 46,5% di tutte le famiglie povere. - ha spiegato - Se pensiamo che gli Italiani, nel complesso, per oltre il 72% possiedono una casa in proprietà, mentre solo il 18% è in affitto, salta immediatamente all’occhio come la condizione di affittuario rappresenti un determinante decisivo rispetto al rischio di scivolamento in situazioni precarie. In venti anni la percentuale di famiglie toscane proprietarie del proprio alloggio è diminuita di oltre 3 punti, passando dall’86,4% del 2004 all’83,1% nel 2024, dati Istat. La Toscana si colloca al quinto posto in Italia per prezzi medi degli immobili residenziali (2.573 euro/m² a giugno 2025). Il patrimonio Erp della Toscana conta poco più di 50mila alloggi con una età media di circa 51 anni. La domanda rimane superiore all’offerta e il sistema riesce a coprire circa il 70% del fabbisogno abitativo ma, la copertura scende al 40% se si considerano tutte le famiglie che avrebbero i requisiti per accedere all’ERP. Circa il 10% del patrimonio abitativo risulta sfitto e l’1,5% è occupato senza titolo o abusivamente, su questo ultimo dato abbiamo molte perplessità, perché molto spesso, per incentivare a lasciare l’alloggio occupato senza titolo, vengono trasferiti temporaneamente in alberghi/residence, ecc. pertanto, se contiamo anche queste situazioni la percentuale sale. Complessivamente queste ultime voci incidono almeno per circa 5.500 alloggi. Tra il 2019/2025 la Regione ha stanziato 51 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di cui soltanto 9 per il ripristino degli alloggi sfitti, quando la vera sfida non è costruire più case ma, riuscire a mettere a disposizione il patrimonio già esistente. Una fetta importante di questi stanziamenti sono stati destinati all’efficientamento energetico degli edifici, come se la priorità non riguardasse il degrado, l’insalubrità in cui versano molti edifici e la ristrutturazione di alloggi sfitti da immettere nel circuito".

Al netto delle proposte innovative del futuro piano casa del Governo in carica, Noi Moderati chiede una fiscalità agevolata per riportare sul mercato le case sfitte. Tra le idee lanciate: bonus fiscale aggiuntivo per chi ristruttura appartamenti di proprietà per immetterli nel mercato a canone di locazione a lungo termine; rent-to-buy o affitto con riscatto agevolato garantito dalla Regione, per consentire all’inquilino di destinare parte del canone all’acquisto futuro; banca dati regionale della morosità; fondo di garanzia finanziato dalla Regione per inquilini fragili, per conciliare tutela sociale e sicurezza per i proprietari.

Noi Moderati pone la lente anche sugli affitti brevi prevedendo limiti per l'attività imprenditoriale in civili abitazioni e controlli sugli immobili dichiarati sfitti o inagibili.

"Riteniamo - ha concluso il referente Macchioni - che il solo approccio più case non possa essere la soluzione al problema, o per meglio dire, occorre chiarire cosa intendiamo per aumento dell’offerta abitativa. Prima di realizzare nuovi insediamenti abitativi è estremamente utile ed economicamente conveniente ristrutturare e rendere utilizzabili gli alloggi popolari chiusi e non assegnati perché inagibili. Per finanziare, anche in parte, questi interventi si evidenzia la possibilità di richiedere e usufruire dell'attuale QFP attraverso i fondi della politica di coesione, InvestEU, LIFE, il programma per il mercato unico e Orizzonte Europa, nonché attraverso NextGenerationEU".

Presa in considerazione, con una serie di interventi mirati, anche la cosiddetta Fascia Grigia, ovvero quei nuclei familiari che non hanno un reddito che permetta loro il mantenimento dell’alloggio sociale ma, che avrebbero difficoltà ad entrare e rimanere nel libero mercato.