"In merito alla manifestazione promossa dai comitati cittadini contro il mantenimento del rigassificatore, i gruppi di maggioranza che sostengono il sindaco intendono ribadire con la massima chiarezza una posizione che questa amministrazione ha sempre sostenuto e continua a sostenere con fermezza e senza esitazioni. Il Comune di Piombino è stato contrario al rigassificatore fin dall’inizio e continua ad esserlo tuttora. Non si è mai trattato di una contrarietà ideologica né di una posizione dettata da logiche di schieramento o da facili slogan. La nostra è sempre stata una posizione fondata su ragioni concrete, oggettive e profondamente legate alla tutela della città, del suo tessuto economico e produttivo, del porto, del lavoro e, soprattutto, della sicurezza dei cittadini. La posizione dell’amministrazione comunale non è cambiata e non cambierà: siamo e resteremo dalla parte di Piombino e dei suoi interessi".
Con queste parole le forze della coalizione di maggioranza hanno spiegato la loro posizione rispetto alla manifestazione promossa dal Comitato Salute Pubblica contro la permanenza del rigassificatore a Piombino.
"Desideriamo inoltre chiarire con altrettanta nettezza la scelta di non essere presenti in piazza accanto ai comitati cittadini. - hanno spiegato - Questa decisione non nasce in alcun modo da una posizione favorevole al rigassificatore, che continuiamo a contrastare con determinazione, ma dalla volontà di essere al fianco del sindaco e dell’amministrazione nel realismo e nella pragmaticità che il ruolo di governo impone.
Chi ha responsabilità istituzionali ha il dovere di agire con lucidità, senso di responsabilità e visione concreta della realtà, senza cedere a semplificazioni o a dinamiche che rischiano di alimentare divisioni anziché rafforzare la battaglia comune per la tutela della città. Per questo non possiamo non prendere atto che il percorso politico e amministrativo in atto stia andando nella direzione del mantenimento del rigassificatore a Piombino. Si tratta di un dato con cui, nostro malgrado, siamo chiamati a confrontarci con serietà e pragmatismo. Questo non significa arretrare di un solo passo nella difesa degli interessi di Piombino. Al contrario, significa affrontare la situazione con la consapevolezza e la fermezza proprie di chi governa, continuando a portare avanti la nostra contrarietà in tutte le sedi istituzionali opportune".
Tra i partecipanti alla manifestazione, oltre a numerosi cittadini, l'ex assessora Sabrina Nigro, i comitati NoRigass del territorio, una delegazione di Vado Ligure che ha combattuto contro il trasferimento della nave Italis Lng nel loro territorio, Wwf, Green Peace, Unione Sindacale di Base, Camping Cig e le Donne in nero di Piombino che hanno evidenziato con i loro striscioni come il porto locale sia diventato hub delle armi oltre ad hub del gas; tra le forze politiche Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, intervenuti durante gli interventi, e alcuni esponenti del Pd (leggi qui l'articolo collegato).
"Non siamo e non saremo mai antagonisti dei comitati cittadini. La loro battaglia è anche la battaglia del Comune di Piombino, della maggioranza e dell’intera amministrazione. È la battaglia di una comunità che chiede rispetto, ascolto e coerenza da parte di tutte le istituzioni coinvolte, ma è giusto che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte. - hanno proseguito dalla maggioranza - Oggi più che mai serve unità, non divisione. Serve una voce forte, autorevole e compatta che difenda Piombino con serietà, senza strumentalizzazioni e senza opportunismi. I gruppi di maggioranza continueranno a sostenere il sindaco e l’amministrazione in questa azione di tutela della città, con il senso delle istituzioni che ci contraddistingue, con fermezza nelle posizioni e con rispetto verso tutte le realtà civiche e sociali che in questi anni hanno portato avanti questa battaglia. Piombino merita verità, rispetto e futuro".
Anche il Partito di Rifondazione Comunista aveva comunicato la scelta di non essere in piazza a manifestare (leggi qui l'articolo collegato). Assenti anche i sindaci della Val di Cornia e i firmatari della lettera appello inviata nei mesi scorsi alla presidente Giorgia Meloni.