Franco Cioni nasce in piena guerra mondiale (8 gennaio 1940) e ci lascia troppo presto (2 maggio 2012), a soli 72 anni, a causa di una malattia che non lascia scampo, tra le lacrime e gli applausi delle persone che gli volevano bene, tra queste gli sportivi che l’hanno applaudito giocatore e allenatore di un grande Piombino. Franco Cioni muore un giorno dopo la scomparsa di Rolando Tamburini, due uomini uniti da una grande vittoria, quella nel campionato di Prima Categoria 1986/87 con il ritorno in Promozione per i nerazzurri. Sposato con Giuliana, padre di Sandro (calciatore di buon livello) e Federica, nonno - tra gli altri - di Alessio Fatticcioni (capitano nerazzurro). Quattordici anni prima era morto il fratello Giuliano, altro grande calciatore e allenatore piombinese, una vera bandiera, un simbolo che svetta ancora sul pennone del Magona. Franco Cioni era una persona di grande carattere che si sapeva far apprezzare, un uomo di sport che stava bene con tutti, un grande preparatore di giovani. Ripercorriamo la sua carriera da calciatore dotato di tecnica sopraffina e di piedi buoni, infaticabile cursore del centrocampo, centromediano d’altri tempi, quando l’impegno agonistico era basilare per chi viveva il calcio da protagonista.
Un palmares invidiabile, dopo il debutto nel calcio dei grandi a 16 anni, con la Virtus Venturina, in Promozione (1956/58), dove gioca 23 gare in due stagioni. Dal 1958 al 1966 si mette in mostra come uno dei migliori calciatori del mondo semiprofessionistico, partendo da Grosseto - che l’acquista dal Venturina - dove gioca (nel 1958/59) ben trentuno partite nel Campionato Nazionale Dilettanti (odierna serie D). Anni fantastici in Abruzzo con la maglia dell’Aquila - dal 1959 al 1961 - in serie C, con 58 partite in due anni (due reti); ancora in Terza Serie con il Taranto - dal 1961 al 1963 - due stagioni e 59 partite, senza assenze per squalifiche o infortuni; un anno a Como (1963/64) - sempre in C - con 19 presenze; infine due stagioni a Chieti (1964/66) con 45 presenze. Capitano della selezione azzurra di serie C, decide di tornare a casa dopo aver tanto girovagato, lo vediamo finalmente nel Piombino - in serie D - nel 1966/67, dove gioca 18 partite e segna 4 reti. Seguono altre tre stagioni in nerazzurro (dal 1967/68 al 1969/70), due campionati di serie D e uno di Promozione, altre sessanta partite con due reti segnate.
Settantotto volte in maglia nerazzurra. La carriera di Franco Cioni calciatore termina a Venturina, dove gioca fino a 35 anni, cinque campionati in Prima Categoria - dal 1970 al 1975 - ben 120 presenze in biancoceleste con 5 reti segnate. Possiamo dire che a Venturina comincia l’epopea e arriva la fine, ma è ancora dal piccolo centro sull’Aurelia che parte un nuovo inizio con la carriera di allenatore per il campionato di Promozione 1981/82. Franco Cioni allena nel Settore Giovanile, stare con i ragazzi e insegnare quel che ha imparato lo affascina, ma dopo Venturina vive altre esperienze nel mondo del calcio dilettantistico. Le squadre che dirige - dal 1982 al 1986 - si chiamano Suvereto, Castelnuovo Val di Cecina (in rosa c’è il figlio Sandro) e San Vincenzo. L’esperienza di Piombino - dove cura molto Settore Giovanile - arriva nel 1986/87, quando vince il campionato di Prima Categoria ed è confermato per la Promozione 1987/88. Riotorto, Massetana e Suvereto sono le altre società - tra Prima e Seconda Categoria - dove siede in panchina (fino al 1993), per poi tornare dai suoi ragazzi, soprattutto nella Scuola Calcio del Salivoli.
Spendiamo qualche parola sugli anni passati da Franco Cioni al Magona come calciatore del Piombino. Nel 1966/67 Presidente nerazzurro è Vittorio Fedi, mentre lascia il segretario Iaconi (dopo trent’anni con la casacca del Piombino, sia da giocatore sia da dirigente) e come allenatore viene ingaggiato Remo Lancioni. Un precursore della tattica alla Guardiola, il noto “piedi piatti” (soprannome affibbiato al valido mister), indottrina i giocatori in mezzo al campo prima di farli correre, crede molto nei giovani e nel lavoro svolto in tranquillità. Non sono più i tempi per pensare alla C e alla B, è doveroso adeguarsi a risorse minori, le ambizioni sono di permanenza in categoria, ma per far questo tornano uomini di valore come Pierozzi, Puntoni, lo stesso Franco Cioni, Vemati, calciatori girovaghi di categorie superiori. Franco Cioni arriva a novembre e debutta al Magona contro la Cuoiopelli (8 novembre 1966, risultato 2-1), indossa la maglia (tattica) numero 11, segna il primo gol della partita, anticipando il raddoppio (su rigore) di Pierozzi. La maglia regolare che mette in campionato è la numero 8, da centrocampista classico, che imposta il gioco ma, quando è il caso, corre a dare man forte alla difesa. Il Piombino si salva per un pelo. Va meglio nella stagione 1967/68, chiusa all’ottavo posto in una serie D dove giocano squadre come Lucchese, Grosseto, Viterbese, Viareggio, Montevarchi, Foligno… Remo Lancioni (ancora mister) può contare su elementi di spicco come Arrostini, Baratta, Ennas, Galli, Lavarello, Parola, Innocenti e Franco Cioni. Un buon Piombino che la stampa d’epoca ricorda così: “I diciannove pareggi ottenuti dimostrano soprattutto una cosa: che Lancioni ha reso impeccabile un meccanismo di difesa (solo 23 gol subiti) basato su elementi di classe come Coscetti e Parola, che con la generosità di Topi e Franco Cioni, oltre alla potenza di Vemati costituiscono una barriera impenetrabile per qualsiasi attacco”.
Purtroppo nel 1968/69 il Piombino arriva ultimo e retrocede - è il primo campionato dove vedo qualche gara al Magona con mio padre - ma contano molto la sfortuna e un attacco anemico (solo 14 reti). Remo Lancioni (confermato allenatore) gioca troppo spesso per il pareggio e perde molte partite di misura, poi falliscono i nuovi acquisti (Tortelli, Borgogni e Veneziani), ma non serve a cambiare neppure chiamare in soccorso Gino Ieri come nuovo mister (Dante Pepi direttore tecnico). Franco Cioni gioca solo 12 partite, a coronamento di un’annata storta in senso globale. Ultima stagione di Franco Cioni al Piombino è il 1969/70, in Promozione dopo sette stagioni di serie D, un campionato vissuto dalla città come un’umiliazione dopo i fasti semiprofessionistici del passato, ma è solo sesto posto, anche se la squadra gioca bene e diverte. Gino Ieri allenatore, nella rosa un grande calciatore come Badiani (problemi fisici ne limitano il rendimento), Bientinesi, Nannini e Mazzaccherini (prelevati dal Venturina). Franco Cioni gioca 28 partite ed ha trent’anni. È il mio primo Piombino, quello che vedo insieme a mio padre, sempre presente per le gare casalinghe, seduto nella fredda gradinata: Innocenti, Topi, Chelotti, Fommei, Lavarello, Franco Cioni, Arrostini, Mazzaccherini, Nannini, Badiani, Bientinesi. Ricordo anche Pucci, Bartalucci, Guasti, Puntoni, Maletta, Legato, Medda, Gherardini. Peccato per la retrocessione, davvero immeritata.
Franco Cioni allenatore lascia un ricordo indelebile per la vittoria del campionato di Prima Categoria 1986/87 che i nerazzurri affrontano da “ripescati”, vista la retrocessione della precedente stagione. Franco conosce alla perfezione i giovani del vivaio che da tempo allena, quindi amalgama a dovere un gruppo fantastico composto dai suoi pupilli (tra questi il figlio Sandro e il nipote Luca) e da alcuni giocatori esperti (Gori, Lombardi, Zaccaria, Chetoni, Chiappini). Primo posto con 40 punti, uno in più del Marina di Grosseto, battuto al Magona - il 3 maggio del 1987 - per due reti a una. Il portiere Massimo Vinciarelli resta imbattuto per 953 minuti, ben dieci giornate! Scriviamola la formazione che sconfigge il Marina - che ha un punto in più ed è l’ultima giornata - e torna in Promozione: Vinciarelli, Parrini, Gori (Fossi), Francini, Lombardi, Zaccaria, Nudi, Sandro Cioni, Masi (Pacini), Guerri, Chiappini. Non dimentichiamo: Chetoni, Orlandini, Silvestrini, Luca Cioni. Aggiungiamo un pubblico fantastico e caloroso, numeroso come da tempo non si vedeva. Purtroppo la Promozione dura solo un anno e la conferma di Franco Cioni fino a dicembre, quando viene chiamato Flavio Ronchi con l’aiuto esterno di Lido Vieri (una sorta di direttore tecnico). Alla fine torna Franco Cioni per tentare di salvare il salvabile, ma nonostante alcune vittorie consecutive il Piombino arriva terzultimo.
Franco Cioni è uno di quei giocatori che ha contribuito a far grande l’Unione Sportiva Piombino, rendendola una società degna di calcare i campi della serie D. Quando c’è stato bisogno si è tuffato nella mischia, ha preso per mano i giovani e li ha guidati con passione verso la vittoria. Grande Franco, il tuo esempio ci manca.
Le foto e i dati tecnici sono presi da Almanacco nerazzurro di Giovanni Gualersi. Per redigere l’articolo abbiamo consultato Il Tirreno on line, Album Calciatori in Val di Cornia di Giovanni Gualersi e Cinquant’anni in nerazzurro di Gianfranco Benedettini.