Politica

"Fuori tema", nuova bagarre in Consiglio

Al centro della questione evidenziata dal Partito di Rifondazione Comunista l'intervento della presidente Raggi verso il consigliere Filippi

"Abbiamo assistito a una scena surreale. Il nostro consigliere Dario Filippi stava esponendo il suo pensiero in merito a una mozione presentata da Piombino Domani e a un certo punto la Presidente del Consiglio lo ha interrotto apostrofandolo con un 'Sta andando fuori tema' perché, secondo lei, quello che stava dicendo non riguardava l’atto di cui si stava discutendo". A riferirlo è il Partito di Rifondazione Comunista commentando quanto accaduto durante il Consiglio comunale del 16 Giugno.

"Il comportamento della Presidente del Consiglio dovrebbe essere super partes tuttavia questo episodio non lo è stato e questi comportamenti squalificano le istituzioni e offendono i cittadini che rappresentiamo. - hanno proseguito - Il ruolo del Presidente del Consiglio è un altro, è quello, cioè, di garantire il corretto svolgimento del dibattito e il rispetto delle regole, non quello di decisore su cosa sia in linea e cosa non lo sia.Interrompere un Consigliere mentre sta esponendo il suo pensiero, mentre sta argomentando la sua posizione in merito a un documento, che, giusto per ribadirlo, era molto in linea con il documento in discussione e assolutamente in tema, è sbagliato, non sta al Presidente del Consiglio decidere la linea degli interventi o decidere cosa sia giusto dire o non dire. Oltretutto è un precedente pericoloso, se si accetta che la Presidenza decida quali argomenti siano in linea e quali no, il Consiglio Comunale smette di essere un luogo del confronto".

Immediato l'intervento della lista Ferrari sindaco che ha ritenuto l'attacco alla presidente Serena Raggi del tutto ingiustificato.

"Questa forma di vittimismo ideologizzato non rende onore ai suoi esponenti politici, appartenenti a una tradizione che ha sempre fatto della coerenza e della correttezza istituzionale valori fondamentali. Il Presidente Raggi si è limitata a svolgere il proprio ruolo, rilevando che, in quel frangente, il consigliere di Rifondazione Comunista stava intervenendo su argomenti non attinenti al tema in discussione. A tale osservazione è seguita un'immediata e ingiustificata aggressione verbale da parte di un altro consigliere dello stesso partito e di un esponente presente tra il pubblico. Riteniamo - hanno proseguito - che questo atteggiamento pregiudiziale non contribuisca in alcun modo alla qualità del dibattito consiliare. Episodi che possono verificarsi durante una seduta e che, peraltro, hanno trovato un immediato chiarimento, non dovrebbero essere esasperati attraverso denunce pubbliche e polemiche strumentali. Ci dispiace assistere a una simile strumentalizzazione nei confronti del Presidente Raggi, persona corretta, disponibile e altruista, che nella sua attività pubblica come nella vita privata ha sempre dimostrato grande attenzione verso gli altri e verso le istituzioni. Una cosa è il confronto politico, anche acceso; altra cosa è la gogna mediatica. Per questo esprimiamo piena solidarietà al Presidente Serena Raggi e auspichiamo che Rifondazione Comunista voglia riflettere su quanto accaduto, nella consapevolezza che simili cadute di stile non giovano a nessuno e non favoriscono un clima di confronto sereno e costruttivo nell'interesse della comunità".

La discussione contestata era quella legata alla mozione per le lunghe attese per la carta d'identità elettronica. La questione ha poi acceso il dibattito sui social.