Il coordinamento Art. 1 - Camping Cig ha dei dubbi sulla concretezza del rilancio del polo siderurgico di Piombino.
"Jsw si vanta della commessa dal Marocco, ma proprio il treno rotaie, unico impianto a produrle in Italia, agonizza e deve essere ricostruito da zero, lontano dall’abitato. - hanno spiegato dal coordinamento in una nota - Inoltre, si dichiara pronta a subentrare a Metinvest per la nuova acciaieria elettrica, se questa azienda si tirerà indietro dopo aver promesso mari e monti per anni, con la tifoseria di istituzioni e sindacati. A Taranto come a Piombino, il governo insiste colpevolmente nel corteggiare le varie multinazionali, a cui ha regalato miliardi di soldi pubblici, in cambio di decenni di cassa integrazione senza creare alcun futuro produttivo e occupazionale. Sindaco di Piombino e Presidente della Toscana sono altrettanto colpevolmente d’accordo. Ma non sono meno colpevoli i sindacati: da un lato dichiarano che la pazienza è finita; dall’altro continuano ad avallare l’ipotesi irricevibile che sia proprio Jsw a prenderne il posto se Metinvest si tirerà indietro, come numerosi indizi fanno pensare. Jsw non ha rispettato uno solo degli impegni assunti e punta, come sempre, a spillare altri soldi allo Stato-bancomat: continuare a darle credito significa finire per essere complici delle manovre delle multinazionali e della truffa finale per Piombino".
"La Cig non basta più: serve il lavoro e non gli accordi fuffa", hanno sentenziato ribadendo che, secondo loro, "l'unica strada sicura per tornare a produrre e lavorare acciaio pulito di qualità resta quella di cacciare Jindal. Lo Stato si riprenda l'intero stabilimento nazionalizzandolo, per farne un punto di riferimento per le ferrovie statali e non solo, nel quadro del Piano nazionale della siderurgia, sempre rimandato dal governo: è pericolosissimo che a Piombino tutti si accontentino di tirare a campare con la Cig, tanto necessaria per arrivare al futuro quanto insufficiente per costruirlo".
"Il futuro siderurgico e industriale di questo Paese deve essere al centro degli scioperi generali nazionali indetti, purtroppo non nella stessa data, da Usb per il 30 Ottobre e dalla Cgil per il 20 Novembre; e della riunione dei direttivi locali Fim Fiom e Uilm del 27 Ottobre, la quale deve essere aperta agli interventi dei lavoratori e dei cittadini per costruire insieme una vertenza locale per il lavoro degno, la salute e l’ambiente, nonché la mobilitazione forte e continuativa indispensabile, in collegamento con Taranto, Genova e Novi Ligure", hanno concluso.