Cultura

Riflettori accesi sulle città murate toscane

Attualmente è solo una proposta di legge, ma rappresenta già un'occasione per la valorizzazione del territorio e delle sue mura leonardesche

Le città murate toscane sono al centro di un iter per una proposta di legge regionale ad hoc, maturata dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, per tutelare il patrimonio che offre. 

Di che patrimonio stiamo parlando? Castelli, mura e passaggi medievali, per esempio. Del resto, per una città le mura rappresentano non solo una radice storica, ma sono una parte intima del sentire comune; un’opportunità dal punto di vista turistico e culturale.

L'ipotetica legge prevedrebbe uno stanziamento annuale di fondi per la manutenzione e la cura di questo patrimonio. Tra le proposte, inoltre, l’unione dei territori che vanno da Arezzo a Grosseto a Piombino e Volterra nell’ottica di un’altra Toscana in cui la bellezza e la cultura diano nuova luce alle città.

Dopo l’intervento da 2 milioni di euro a Siena, è stata presentata la ristrutturazione delle antiche mura e della torre a Vicopisano, in provincia di Pisa, nell’ottica di promuovere uno dei progetti (da 500 mila euro) dedicati alla valorizzazione della figura di Brunelleschi e di un museo diffuso.

Anche Piombino avrebbe qualcosa da offrire sotto questo aspetto, promuovendo così altri valori di riferimento a livello internazionale come cultura, paesaggio, agricoltura, servizi e turismo. 

E Piombino non vede l’ora di lasciarsi scoprire. Oggi sono visibili pochi resti delle antiche mura che per ottocento anni hanno difeso la città; il tratto più importante è lungo via Leonardo da Vinci e risultano essere edificate a partire dal XIV secolo per proteggere Piombino dai corsari mediterranei e dalle minacce che potevano provenire dall'entroterra. Gli studi hanno individuato la cinta muraria come l’eredità del passaggio di Leonardo Da Vinci a Piombino all’inizio del Cinquecento.