Lavoro

Magona, "Sindacati proclamino stato agitazione"

Camping Cig: "Chiediamo che il Governo acquisti eventualmente insieme ad un socio affidabile lo stabilimento e dia inizio al suo possibile rilancio"

"I lavoratori della Magona possono aspettare con le mani in mano il prossimo incontro previsto il 10 Aprile al Ministero sperando che lo stabilimento venga venduto o affittato?", a domandarselo è il coordinamento Art. 1 Camping Cig commentando la situazione della Liberty Magona e la trattativa in corso per il futuro della fabbrica piombinese.

"Mentre attendiamo la convocazione gli operai riscuotono gli stipendi a singhiozzo, i cassaintegrati aumentano, importanti professionalità pensano di licenziarsi per cercare di meglio, gli impianti senza una efficiente manutenzione invecchiano, si perdono commesse e clienti. - hanno proseguito - Il tempo passa ed il rilancio dello stabilimento diventa sempre più difficile, lo stesso Trasteel potrebbe dopo avere rinunciato all'acquisto perdere interesse anche all'affitto e abbandonare tutto. I creditori non hanno nessuna fretta e dei lavoratori come dello stabilimento non gli importa nulla! Pensano di ottenere molto di più di quanto offerto da Trasteel (che non ha le spalle larghe) e dallo Stato perché da ultimo vi sono gli impianti che venduti possono dare molti soldi. Si potrebbe arrivare proprio a questo. Allora basta assistere passivamente. I Sindacati proclamino lo stato di agitazione ed a Roma portino i lavoratori ma con una propria proposta che guardi con coraggio la realtà. La nostra controparte sono oggi non solo i creditori che stanno impedendo il possibile salvataggio e rilancio dello stabilimento ma anche il Governo a cui chiedere di mettere altri soldi per sbloccare la situazione ma non per regalarli ai creditori".

"Chiediamo che il Governo acquisti eventualmente insieme ad un socio affidabile lo stabilimento e dia inizio al suo possibile rilancio. I milioni necessari a tale operazione sono relativamente pochi rispetto alla prospettiva della cassa integrazione, sussidi ai licenziati o a tutti i soldi che a Piombino sono stati regalati alle multinazionali! Pretendiamo che lo Stato faccia quanto scritto nella Costituzione: garantire il lavoro. Una volta rilanciata la Magona lo Stato potrà decidere se procedere alla vendita delle proprie quote e trarne profitto o rimanere nella proprietà", hanno concluso.