"Mentre gli amministratori pubblici e i dirigenti continuano a rassicurare i lavoratori ed i cittadini che il progetto Metinvest sta andando avanti e che presto inizieranno i lavori, la realtà è un’altra: il procedimento di assoggettabilità a VIA del Progetto integrato di bonifica è stato archiviato il 15 aprile 2026 con il decreto 6131 emesso dalla Direzione Ambiente della Regione Toscana".
A riferirlo è Giuliano Parodi commentando gli sviluppi relativi al progetto legato al rilancio del polo siderurgico di Piombino.
“Aspettavamo entro la fine di Maggio il decreto della Regione che, dopo il primo screening ambientale doveva decretare se il progetto Metinvest fosse o meno da assoggettare a VIA valutazione impatto ambientale, invece è arrivata la doccia fredda: la Regione ha deciso di non procedere all'ulteriore corso della valutazione e di disporre l'archiviazione del procedimento di verifica di assoggettabilità dell’istanza presentata dal Metinvest Adria spa perché la stessa non ha prodotto le integrazioni richieste dagli enti preposti in fase di osservazioni. - ha spiegato Parodi - Questa decisione mette in stallo il progetto, fino a quando Metinvest non presenti nuova istanza, con gli approfondimenti richiesti: ovvero i tempi, già abbondantemente superati rispetto al cronoprogramma sottoscritto a suo tempo nell’Accordo di Programma, si allungheranno nuovamente, visto che al momento Metinvest non ha nessuna autorizzazione a procedere per nessun lavoro. Anche il progetto generale è fermo nella conferenza di Servizi presso i Ministeri competenti da mesi, e il Governo non ha mai nominato il Commissario straordinario che aveva invece annunciato per accelerare gli iter burocratici".
“Serve ricordare che il comma 13 dell’art. 5 dell’accordo di programma sottoscritto a Luglio da Metinvest con la foto di rito di sindaco e ministri sorridenti decreta che la parte privata può rinunciare al Progetto integrato presentato, in caso di prescrizioni ritenute finanziariamente e/o tecnicamente non sostenibili per la sua realizzazione. - ha proseguito Parodi - In poche parole, una volta terminato il progetto di VIA, per adesso archiviato, se contenesse prescrizioni onerose l’azienda è autorizzata a non proseguire nella realizzazione dell’acciaieria. Questa nuova narrazione, dopo Khaled e Rebrab, sostenuta da ogni parte, dal Governo al sindaco, sta mostrando tutti i suoi limiti già palesi fin dall’inizio con i memorandum secretati".
"Piombino sta vivendo la più grande crisi economica della sua storia, con gli impianti fermi e a rischio chiusura, da Jsw alla Magona, pertanto questa situazione richiederebbe maggiore serietà da parte degli enti preposti che dovrebbero urgentemente dare risposte sincere e reali alla città, principalmente agli 800 lavoratori di Jsw che stanno facendo colloqui, sperando di essere assorbiti dalla nuova acciaieria elettrica se e quando sarà realizzata”, ha concluso Parodi.