Politica

Metro, "Vicenda gestita nel peggiore dei modi"

Pd e Piombino Domani: "A mancare, prima di tutto, sono le tempistiche. Silenzio sulla perdita economica e culturale"

"La chiusura del Cinema Teatro Metropolitan non è solo una parentesi sfortunata né una difficoltà tecnica inevitabile. È il risultato di una gestione approssimativa e miope, che oggi viene raccontata come una perdita temporanea, ma che nei fatti ha prodotto un vuoto culturale ed economico profondo, sul quale l’amministrazione continua a non fornire risposte chiare". Pd e Piombino Domani tornano a fissare i riflettori sulla chiusura del cinema teatro cittadino.

"A mancare, prima di tutto, sono le tempistiche. Non esiste alcuna indicazione concreta sui tempi dei lavori, lavori che, come più volte sottolineato, non erano né straordinari né imprevedibili e che avrebbero potuto e dovuto essere programmati molto prima, con modalità diverse. Interventi di questo tipo potevano essere svolti in altri momenti dell’anno, oppure per fasi, evitando la chiusura totale di una struttura che rappresenta uno dei presìdi culturali più importanti della città. - hanno spiegato - Questa è la vera responsabilità politica, la mancanza totale di pianificazione per una questione così importante. E, a cascata, non aver pensato ad alternative reali durante la chiusura. Perché parlare di cinema all’aperto alla Cittadella come risposta alla perdita del Metropolitan è, francamente, insufficiente. Un’iniziativa estiva, per quanto apprezzabile, non può minimamente compensare ciò che il Metropolitan rappresentava durante tutto l’anno: una programmazione continuativa, teatro, cinema di qualità, incontri, formazione, socialità. Il resto delle proposte avanzate, molte delle quali già esistenti, ha un valore limitato e non paragonabile per calibro, impatto e funzione. Siamo di fronte a una grande perdita, e fingere il contrario significa prendere in giro la città".

"Colpisce poi il silenzio su un aspetto fondamentale: la perdita economica e culturale. - hanno proseguito - Un luogo come il Metropolitan genera indotto, lavoro, presenze, vitalità urbana. La sua chiusura non è neutra: pesa su chi ci lavorava, su chi collaborava, su chi gravitava intorno a quella realtà. Eppure di tutto questo si parla pochissimo. Si preferisce, ancora una volta, gettare fumo negli occhi, concentrandosi su poche iniziative stagionali, soprattutto estive, come se bastassero a colmare il vuoto. Infine, un fatto che non può e non deve essere taciuto: la cooperativa che gestiva il Metropolitan è stata lasciata fallire. Persone che lavoravano, competenze costruite negli anni, professionalità che oggi non hanno ricevuto alcun tipo di tutela o sostegno. Nessun piano di accompagnamento, nessuna misura di aiuto, nessuna assunzione di responsabilità"

"Il Metropolitan non è solo un edificio. E’ un pezzo di identità cittadina, non ci stancheremo di ripeterlo. Trattare la sua chiusura come un incidente di percorso, senza un’assunzione di colpa, senza una visione e senza risposte concrete, significa accettare un impoverimento che Piombino non può permettersi. E che i cittadini hanno il diritto di non subire in silenzio", hanno concluso.