Politica

Mozione per regolamentare gli affitti brevi

A presentarla sono Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana che firmano un documento per impegna il Comune a occuparsi del problema affitti

I circoli di Rifondazione Comunista e di Sinistra Italiana di Piombino hanno lavorato congiuntamente ad una mozione a tutela del diritto alla casa, che verrà presentata durante il prossimo Consiglio comunale.

"Piombino è una città classificata dall’ISTAT tra i comuni italiani con la più alta densità turistica (livello S5), e il Testo Unico del Turismo (legge regionale 61/2024) permette a comuni come il nostro di dotarsi di regolamenti specifici di disciplina degli affitti brevi. - hanno spiegato - Gli agenti immobiliari hanno recentemente rilanciato il grido d’allarme di chi si rivolge a loro in cerca di un affitto a lungo termine, e a cui non corrisponde nessuna offerta. È infatti un dato di fatto che gli affitti brevi siano ormai la forma predominante di locazione: sono una fonte importante di introiti per tante famiglie, spesso in occasione di piccole eredità immobiliari, rappresentano una integrazione economica fondamentale nell’infinita crisi economica della nostra città, e non comportano rischi di insolvenza, vero incubo degli affittuari anche a causa dell’azzeramento del fondo di morosità incolpevole operato dal governo Meloni".

"La riduzione quasi totale degli immobili disponibili per l’affitto a lungo termine ha però conseguenze gravi su lavoratori e famiglie, e su chi avrebbe l’intenzione di stabilirsi in città. - hanno proseguito le due forze politiche - Ecco dunque una mozione che impegni il sindaco e la giunta a occuparsi del problema con due interventi di buon senso: l'adozione di un regolamento comunale di disciplina delle locazioni turistiche brevi, che definisca criteri e, se necessario, limiti e aree omogenee di intervento, come previste dalla legge regionale. Si chiede, inoltre, di avviare un monitoraggio scientifico del fenomeno, per comprenderne la distribuzione e gli impatti sul tessuto sociale".

"La casa non è una merce come le altre ma è un diritto fondamentale difeso dalla nostra costituzione. Come forze di sinistra riteniamo dunque, come necessario atto di equità sociale, di non poterla abbandonare completamente al libero mercato.Questo intervento servirebbe a restituire all’Amministrazione gli strumenti per contemperare aspirazioni turistiche e diritto all’abitare, e per governare il fenomeno perché questo non diventi motivo di espulsione per chi vive e lavora nella nostra città ogni giorno", hanno concluso.