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Non c’andiamo a impelaga

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi passa a rassegna nuovo modi di dire. Foto di Riccardo Marchionni

Spieghiamo il detto Confondere il culo con le quarant’ore

Il titolo della scorsa domenica ha generato qualche protesta e un po’ di confusione, perché lanciava l’amo e nascondeva l’esca. Infatti nel corpo del racconto non si spiegava il modo di dire annunciato. Lo facciamo oggi…

“Confondere il culo con le quarant’ore” è ancora usato a Piombino ma di fatto è fiorentino. Si dice questa frase colorita quando a un argomento esposto vengono contrapposte tesi strampalate e assurde, che non c’entrano niente con il contesto. “Te confondi il culo con le quarant’ore!” è l’equivalente di “Te mescoli il sacro col profano!”. In realtà a Piombino lo usiamo per dire alla nostra controparte che non ha capito un tubo di quel che abbiamo detto. Le quarant’ore sono un’usanza ecclesiastica che risale al 1550, durante tale periodo viene esposto ai fedeli il Santissimo Sacramento. L’origine del detto proverrebbe da una donna che durante le quarant’ore stava inginocchiata in chiesa a pregare quando si sentì toccare il posteriore. Il suo interrogativo “Che c’entra il culo con le quarant’ore?” è diventato un proverbio. Un modo di dire simile come significato, forse anche più piombinese del precedente è “confondere Cristo con il puzzo dei piedi”, che sta per fare una grande confusione.

“Gambalunga, piatto fino!” non lo dice più nessuno, esclamazione maschilista, veniva riferita a una bella ragazza dalle gambe lunghe che passeggiava lungo corso Italia per apprezzarne le qualità estetiche.

“Donna che dimena l’anca / se non è… poco ci manca”, è ancora più volgare, la registriamo per doverosa completezza, un tempo veniva riferito a una bella ragazza che sculettava per strada, traendo conclusioni affrettate sui presunti liberi costumi.

Quando si dice “guastalle la viglia!” significa che siamo stati frettolosi, abbiamo mangiato una cosa quando non era ancora arrivato il momento.

“Ha tirato il calcetto” significa che un tale “è morto”, ma c’è anche chi dice “ha tirato l’agaiolo” e “ha tirato l’anchetto”. Paese che vai locuzione che trovi.

“San Giuseppe frittellaio / ruba l’ova nel pollaio!”, perché il 19 marzo - festa del papà e del santo - si cucinano le frittelle di riso e servono tante uova. San Giuseppe a Piombino è frittellaio, nella zona di Roma invece si dice frittellaro.

“Forza buo, passa le cee!”, è una sorta di forma proverbiale usata nei confronti di una persona che non sa niente di mare, pare che provenga dalla lucchesia (valle del Serchio) e dal pisano. “Forza buo”, sta per “forza buco!”, incitamento volgare che proviene dal calcio fiorentino, il termine “buco” sta per “finocchio”, ma è detto con simpatia, mentre “le cee” sono le “anguille ceche”, un pesce piccolo ma pregiato.