Dopo l’approvazione al Senato dell’emendamento che ha stanziato le risorse per il completamento della banchina nord del porto di Piombino, la Camera ha approvato l'ordine del giorno al decreto fiscale presentato dall'onorevole di Forza Italia Chiara Tenerini.
"Non è un atto formale. È una direzione di marcia chiara: Piombino non deve soltanto ricevere risorse, deve essere messa nelle condizioni di trasformarle rapidamente in cantieri, investimenti, produzione e lavoro. - ha commentato in una nota - L’ordine del giorno impegna il Governo a valutare misure specifiche di semplificazione amministrativa, accelerazione procedurale e sostegno agli investimenti produttivi, industriali e logistici nell’area di crisi industriale complessa di Piombino, anche attraverso l’estensione selettiva di alcuni benefici e meccanismi premiali previsti per la ZES unica, nel pieno rispetto dei vincoli di finanza pubblica e della normativa europea sugli aiuti di Stato".
"Il punto politico è molto semplice: la banchina nord è un’infrastruttura decisiva, ma da sola non basta. - ha proseguito - Perché un’opera strategica produca davvero sviluppo, deve essere accompagnata da procedure più rapide, condizioni più attrattive per le imprese, strumenti amministrativi adeguati e una politica industriale capace di tenere insieme porto, siderurgia, logistica e occupazione. Piombino è una delle grandi partite industriali del Paese. Non può essere affrontata con il passo lento delle procedure ordinarie, perché ordinaria non è la sfida che ha davanti. Servono regole certe, tempi più brevi, capacità di attrarre investimenti e una cornice competitiva che consenta al territorio di tornare protagonista. Con questo ordine del giorno Forza Italia conferma una linea concreta: sostenere le infrastrutture, accompagnare la reindustrializzazione, rafforzare la competitività del porto e creare nuova occupazione stabile e qualificata".
"Il Governo - ha concluso Tenerini - sta dimostrando attenzione e serietà su Piombino. Ora bisogna continuare su questa strada, senza perdere tempo e senza disperdere l’occasione. Dopo anni di attese, Piombino ha bisogno di strumenti veri, non di altri rinvii".