Dopo due mesi dalla richiesta è arrivata la risposta alle domande del gruppo Piombino Domani in merito al progetto di riqualificazione di corso Italia e alcune spiegazioni in fatto di verde e sostenibilità ambientale.
"Il 20 Novembre scorso abbiamo presentato un’interpellanza sul rifacimento di Corso Italia. - hanno spiegato in una nota - Chiedevamo cose piuttosto semplici e, crediamo, legittime: le tempistiche dei lavori e le ragioni dei ritardi in questa prima fase dell’intervento; il motivo della mancata comunicazione ai commercianti, soprattutto prima delle festività natalizie delle chiusure parziali della via, mentre erano in corso i lavori sui sottoservizi; se fossero state previste misure innovative di drenaggio urbano sostenibile, come ormai avviene più diffusamente nel Nord Italia e in molte città europee, considerato il cambiamento climatico e la maggiore frequenza di piogge intense, che consistono in aree verdi drenanti, superfici permeabili capaci di trattenere acqua piovana, di rinfrescare gli spazi urbani e di migliorare la qualità dell’aria; perché non sono presenti alberature che sono fondamentali non solo come complemento estetico, ma soprattutto come misura climatica sempre più indispensabile nei centri urbani caldi e pavimentati".
Per Piombino Domani nelle risposte c'è qualcosa che non va.
"La risposta è arrivata due mesi dopo e dopo due solleciti ed è di questo tenore: le alberature sono state escluse consapevolmente perché la larghezza della sezione stradale non è sufficiente; perchè la presenza diffusa di sottoservizi non lo consente; per le esigenze di flessibilità e fruibilità dello spazio pubblico per mercati, eventi e manifestazioni. Ci sarebbe da capire quale problema avrebbero potuto creare alcuni alberi alla fruibilità dello spazio pubblico, semmai ne avrebbero aumentato la godibilità, ma poi, di quali eventi e manifestazioni stiamo parlando in corso Italia? Se si tratta del mercato che si svolge una volta al mese, una diversa soluzione si sarebbe potuta trovare e comunque non si può subordinare la riqualificazione del corso principale a un mercato mensile; il corso deve vivere di vita propria, deve essere frequentato quotidianamente dai cittadini, dall’inizio alla fine, anche come luogo di aggregazione. La vivibilità e l’attrattività dello spazio vengono prima di tutto, favorendo anche il commercio. Per quanto riguarda l’adozione di sistemi drenanti innovativi ci viene detto che non sono stati previsti ma che il porfido è 'intrinsecamente drenante'. - hanno evidenziato - Scopriamo quindi un concetto nuovo: il porfido intrinsecamente drenante. Senza spirito polemico ma per amore della realtà il porfido è una roccia compatta, a bassissima porosità: non è drenante di per sé, l’eventuale drenaggio dipende da come viene posato e soprattutto da cosa c’è sotto, non dalla pietra. Nella risposta si dice inoltre che saranno realizzate delle trincee drenanti e che per il rifacimento della rete fognaria viene usata la tecnica del relining, che consente il rifacimento delle tubazioni interne con rivestimento in lana di vetro. Le trincee drenanti sono utili solo se dimensionate, verificate e manutenute. Senza dati, simulazioni e scenari di pioggia intensa, la 'mitigazione del cambiamento climatico' resta una mera dichiarazione d’intenti".
"Ben consapevoli che corso Italia ha bisogno di una ristrutturazione, ci pare che questa riqualificazione sia l’ennesima occasione persa, un progetto vecchio che ignora ancora una volta il verde e la sostenibilità ambientale. Perché una città moderna non si misura dalla quantità di pietre posate, ma dalla qualità degli spazi vissuti e dalla cura con cui si progettano le sue ombre, il suo verde, la sua capacità di adattarsi al clima che cambia", hanno concluso.