RIGASSIFICATORE

"Più rinnovabili per dismissione rigassificatore"

Legambiente: "Politica veda nella conversione energetica verso le rinnovabili uno degli obiettivi fondamentali del nostro futuro"

"Se vogliamo che il rigassificatore se ne vada finalmente da Piombino non bisogna affannarsi a trovare un altro luogo in Italia ove spostarlo, ma chiedere semplicemente che venga dismesso. Continuare a importare GNL, oltre a rappresentare una fonte di pericolo per i luoghi in cui esso sarà rigassificato, non farà infatti che perpetuare la dipendenza verso una fonte altamente inquinante e climalterante".

Parole di Legambiente Valdicornia che offre un punto di vista diverso rispetto alla questione della proroga al rigassificatore nel porto di Piombino.

"La scelta del governo di prolungare la permanenza del rigassificatore a Piombino è una scelta politica e strategica per confermare quel modello estrattivista su cui è fondata l’economia fossile. L’idea dell’Esecutivo sarebbe quella di diventare un 'hub per la distribuzione del gas' in tutti gli Stati d’Europa. Un’opzione che rivela una totale subalternità rispetto agli interessi americani, visto che oltre il 50% del GNL importato dal nostro Paese proviene già dagli USA e che tale quota è destinata a crescere, dopo l’aggressione all’Iran e l’instabilità imposta alle spedizioni dal Qatar, altro grande fornitore di GNL all’Italia. Le bollette elettriche in Italia, d’altra parte, sono più le care d’Europa perché la nostra energia elettrica è prodotta in gran parte ancora con il gas, circa per il 45%. Tutto questo rende meno competitivo il sistema produttivo nazionale e produce aggravi di spesa ingiusti e insostenibili per imprese e cittadini". hanno spiegato da Legambiente che propone un totale ribaltamento del modello energetico, suggerendo una seria politica di lotta agli sprechi, d’incremento dell’efficienza e di celere sviluppo delle rinnovabili sui territori.

"Non si tratta più di confidare in una sola fonte energetica. È arrivato invece il momento di immaginare un mix energetico armonioso, in cui geotermico, fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico, onshore e offshore, possano giocare un ruolo centrale, strategico e complementare, l’una fonte verso l’altra", ha proseguito l'associazione ambientalista ricordando che "il giorno della dismissione del rigassificatore si avvicina se e solo se riusciremo a produrre più energia rinnovabile, nel minor tempo possibile".

Per questo l'appello a tutte le articolazioni della Repubblica affinché "si varino quanto prima politiche energetiche sagge e lungimiranti, che sappiano affrancarci da una dipendenza dal gas, come dal petrolio e dal carbone, che è tossica e pertanto non più sostenibile. Per questo, per noi oggi è molto più di uno slogan ribadire la nostra posizione storica: più rinnovabili, più pace".