"Se vogliamo esprimere una valutazione sull’efficacia delle azioni dei comitati pro salute pubblica di questi anni, si può evincere dai fatti, che non solo nessuna battaglia è stata vinta ma quella sul rigassificatore, come si desume dalle ultime notizie di stampa, potrebbe aver inficiato la possibilità di ottenere benefici economici per il nostro territorio".
Riccardo Gelichi, portavoce Ascolta Piombino, interviene sulle azioni dei comitati.
"Mentre è recente e contestualmente tardivo, il comunicato di un comitato, quello di salute pubblica, che si dice contrario agli accordi Comune di Piombino - Rinascenza Toscana. - prosegue Gelichi - L’odierna posizione del comitato, dopo tutte le battaglie che hanno portato al potere la maggioranza estensore di quell’accordo, oggi assume il flebile e amaro sapore del: “lo dovevamo dire”. Parliamo di un’intesa che di fatto amplia i volumi di discarica a favore di un privato, gli stessi volumi rifiutati a Rimateria, che almeno era una società misto pubblica; questo senza occuparsi minimamente della situazione della messa in sicurezza della discarica abusiva incontrollata Lì 53".
"Alla fine delle elucubrazioni espresse dal comitato si fa banalmente appello allo Stato perché faccia le bonifiche, non si capisce però di quale “area “ e con quali soldi. - aggiunge Gelichi - Quando ci buttarono fuori dalla maggioranza, col giubilo di molti, per non aver votato la variante, l’amministrazione e quindi la città, rinunciò di fatto alla gestione delle discariche e alla messa in sicurezza di quelle abusive. Oggi, la conferma di quella rinuncia è la prova provata del fallimento di qualsiasi processo di risanamento ambientale del territorio, compreso quello della falda acquifera".
"A questo punto Ascolta Piombino pensa che per la politica sia inderogabile prendere delle posizioni molto chiare su questi due temi focali, scelte anche forti, che siano scevre da qualsiasi condizionamento esterno, finalizzate solo al concreto interesse generale", conclude Gelichi.