Politica

"La rete idrica è sempre più un problema"

La coalizione di maggioranza: "Il caldo estremo, l'aumento dei consumi durante la stagione turistica e le continue rotture delle condotte"

"La situazione della rete idrica non può essere derubricata a semplice problema tecnico. Quando da anni una rete presenta criticità strutturali, quando le perdite sono così elevate e quando ogni estate migliaia di cittadini, famiglie e attività si trovano a fare i conti con una pressione insufficiente o con interruzioni del servizio, siamo di fronte anche a una questione politica. E su questo è necessario essere chiari".

Così la coalizione di maggioranza formata da Lista Ferrari Sindaco, Fratelli d'Italia, Lega Salvini Premier, Piombino Civica e Forza Italia hanno commentato le questioni legate ai problemi alla rete idrica a Piombino e in Val di Cornia.

"L’Amministrazione comunale di Piombino non gestisce la rete idrica. Il gestore è ASA e il Comune di Piombino, con il suo 4,74%, è un socio di minoranza. Questo non significa, però, che il Comune sia rimasto a guardare. Al contrario, abbiamo continuamente sollecitato il gestore, mantenuto rapporti costanti con ASA e con gli amministratori di condominio e raccolto le segnalazioni dei cittadini, cercando ogni volta di ottenere interventi concreti. Ma chi oggi governa o ha governato per lungo tempo i livelli istituzionali che hanno avuto un peso determinante nelle scelte del sistema idrico toscano non può pensare di chiamarsi fuori dalle responsabilità politiche. ASA non è un soggetto estraneo alla politica e alle istituzioni. La Regione Toscana ha un ruolo fondamentale nell'organizzazione del servizio idrico e il Comune di Livorno, socio di maggioranza, dispone di un peso enormemente superiore a quello di Piombino. Il Partito Democratico ha rappresentato per decenni una componente politica centrale nelle istituzioni che hanno governato questo sistema. Per questo troviamo francamente singolare che esponenti politici riconducibili al PD, dopo anni nei quali il tema degli investimenti e delle perdite della rete avrebbe dovuto essere affrontato con maggiore determinazione, oggi chiedano all’Amministrazione di Piombino di rispondere come se fosse il Comune a gestire direttamente ASA". 

"La domanda politica, semmai, dovrebbe essere un’altra: che cosa è stato fatto negli anni per rendere la rete più efficiente, ridurre le perdite e garantire ai territori una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento idrico? - hanno proseguito - È questa la domanda alla quale sarebbe utile dare una risposta ai cittadini. Noi non intendiamo sottrarci alle nostre responsabilità. Siamo pronti a confrontarci pubblicamente con i cittadini, con ASA, con la Regione, con gli altri Comuni e con tutti coloro che vogliono contribuire a trovare soluzioni. Ma non accettiamo che si confondano i ruoli o che si attribuiscano al Comune competenze che non possiede. La crisi che stiamo vivendo è aggravata da condizioni eccezionali: il caldo estremo, l'aumento dei consumi durante la stagione turistica e le continue rotture delle condotte, con perdite ingenti lungo la rete. A questo si aggiunge il tema dell’approvvigionamento dell’Elba e delle perdite lungo il sistema di adduzione, una situazione che evidenzia ancora una volta quanto sia urgente intervenire sulle infrastrutture. Il dissalatore potrà rappresentare un contributo importante, ma non può diventare l'alibi per rinviare ancora una volta gli investimenti necessari sulla rete. - hanno aggiunto - Serve una politica industriale dell’acqua. Servono investimenti strutturali, manutenzione programmata, sostituzione delle condotte obsolete e un piano serio per ridurre le perdite. E serve soprattutto una visione che non si limiti a gestire l’emergenza dell’estate, ma che guardi ai prossimi dieci o vent'anni". 

"Per questo - hanno concluso - respingiamo anche la logica secondo cui, di fronte a un problema, sarebbe sufficiente organizzare un’assemblea pubblica per dimostrare di essere dalla parte dei cittadini. I cittadini non hanno bisogno soltanto di assemblee: hanno bisogno di risposte, interventi e responsabilità. Comunque se fossero convocate, noi vi parteciperemmo. Quando un cittadino di Piombino apre il rubinetto e non trova acqua a sufficiente pressione, il problema diventa anche nostro, indipendentemente dalle competenze formali. Ed è per questo che continuiamo a fare pressione su ASA e continueremo a farlo, anche quando sarà necessario assumere posizioni dure. Non ci interessa dire che altri Comuni stanno peggio. Ci interessa Piombino. Ma chiediamo anche una cosa molto semplice: basta scaricare le responsabilità verso il basso. Chi ha avuto il potere di decidere per anni oggi deve avere anche il coraggio di rispondere delle scelte fatte. La crisi idrica non è una questione di appartenenza politica. Ma le responsabilità politiche, quando esistono, non possono essere cancellate".